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Lamezia, Masi (Pd) sui conti del Comune: ‘Un rendiconto che non regge alla prova dei fatti’

Cessazione di aree al fine dell'utilizzo di diritti edificatori - Gennarino Masi-63

“C’è un modo per capire quanto sia grave la situazione finanziaria del Comune di Lamezia Terme: leggere i numeri- si apre così una nota stampa del Consigliere Comunale Pd Gennarino Masi.

“Il Rendiconto 2025- prosegue Masi-  presenta criticità contabili e procedurali talmente gravi da rendere un voto di approvazione un atto di enorme responsabilità politica e amministrativa. I documenti ufficiali sono contraddittori, i controlli appaiono deficitari e manca un piano credibile per affrontare un disavanzo di oltre 50 milioni di euro Il risultato? Un rendiconto che non regge alla prova dei fatti, costruito su coperture apparenti, accantonamenti insufficienti e previsioni che chiunque potrebbe definire — con un eufemismo — ottimistiche. L’organo di controllo si spacca, ma il Consiglio non lo sa

Il parere favorevole al rendiconto è stato approvato a maggioranza dal Collegio dei Revisori, ma questa formalità nasconde un fatto di inaudita gravità: le osservazioni tecniche critiche di un suo componente, il Dott. Gabriele Docimo, non sono mai state trasmesse ai consiglieri comunali. Il Consiglio, quindi, si appresta a votare senza disporre di tutti gli elementi necessari per una decisione informata, in palese violazione del suo diritto-dovere di controllo.

Un parere di garanzia espresso in queste condizioni non è una garanzia: è una formalità vuota. I numeri del dissenso che l’Amministrazione non può ignorare

I rilievi tecnici del Dott. Docimo, uniti all’analisi degli atti, dipingono un quadro allarmante:

  •   Disavanzo record di – 50 milioni: Non è un errore di battitura. È il buco nei conti del Comune di Lamezia Terme al 31.12.2025. Un buco peggiorato di oltre 8 milioni di euro rispetto all’anno precedente, per effetto diretto dei rilievi della Corte dei Conti, che ha imposto all’Amministrazione di riconoscere passività che avrebbe dovuto iscrivere da anni.
  •   Cassa libera: € 2.825.257,09. Su un fondo cassa totale di oltre 30 milioni, quasi 28 milioni sono vincolati per destinazioni specifiche. Rimane disponibile per far funzionare la macchina comunale una liquidità di appena 2,8 milioni di euro. Ogni euro speso oltre quella soglia con fondi vincolati è una violazione di legge.
  •   Fondo contenzioso: accantonati 8,5 milioni, ne servono 12. La Corte dei conti ha certificato un fabbisogno minimo di 12 milioni di euro. In bilancio ne sono stati accantonati 8,5. Mancano oltre 3,4 milioni, e questo significa che se anche solo una parte del contenzioso pendente dovesse risolversi sfavorevolmente per il Comune, il disavanzo esploderebbe ulteriormente. La favola delle alienazioni: un allarme inascoltato
  •  Il rendiconto certifica che, a fronte di 5,6 milioni di euro previsti da vendite immobiliari, ne sono stati incassati appena 72.902 euro, con un tasso di realizzo dello 0,65%. questa non è previsione finanziaria: è fantafinanza al servizio del rinvio dei problemi “una manovra di ripiano che si regge su entrate di dubbia esigibilità… rischia di essere una copertura solo apparente, idonea a produrre nuovo disavanzo.” Questa non è una sorpresa. La totale inattendibilità di tali entrate era stata già formalmente denunciata in Consiglio Comunale il 15 aprile 2026, durante la discussione sul bilancio di previsione. Oggi, i fatti confermano quell’allarme: non si tratta di un errore, ma di un metodo sistematico di costruzione di bilanci su coperture fittizie.

L’art. 188 del TUEL è perentorio: «L’eventuale disavanzo di amministrazione […] è immediatamente applicato all’esercizio in corso di gestione contestualmente alla delibera di approvazione del rendiconto. La mancata adozione della delibera che applica il disavanzo al bilancio in corso di gestione è equiparata a tutti gli effetti alla mancata approvazione del rendiconto di gestione.»

La proposta di Delibera n. 1839 accerta 50 milioni di disavanzo e si limita ad annunciare che “si farà ricorso a future procedure di ripiano”. Nessun piano. Nessuna quota. Nessuna copertura. Nessun orizzonte temporale.

Alla luce di questi fatti oggettivi- conclude Masi-  non possiamo più accettare che il bilancio sia un libro dei sogni destinato a trasformarsi nell’incubo del dissesto. È tempo di pretendere trasparenza e responsabilità verso i cittadini, verso chi paga le tasse in questa città e ha diritto a sapere che quelle tasse sono gestite con serietà, trasparenza e nel rispetto della legge”.

 

Fonte Gennarino Masi Consigliere Comunale Pd 

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