Si è svolta oggi, sabato 4 luglio, nella sede del Teatro Piccolo di Lamezia Terme, la conferenza stampa promossa dalla Consulta delle Associazioni per fare il punto sull’attuale affidamento e sul futuro della gestione del Teatro Grandinetti.
Nata nelle scorse settimane e già ricevuta dall’Amministrazione comunale, la Consulta ha ribadito la propria disponibilità a collaborare con il Comune nella costruzione di un modello di gestione delle attività culturali che garantisca trasparenza, partecipazione e pari opportunità per tutte le realtà associative del territorio. Non a caso, il Teatro Grandinetti rappresenta il primo punto all’ordine del giorno della sua attività.
Ad aprire gli interventi sono stati il presidente Tonino Sirianni e l’ingegnere Francesco Grandinetti, affiancato dal proprio legale per gli aspetti tecnico-giuridici.
Uno dei temi centrali della conferenza ha riguardato la ricostruzione della gestione del teatro dal 2017 ad oggi. Attraverso documentazione e riferimenti normativi, i relatori hanno sostenuto che negli anni si sarebbero ripetuti profili che, a loro giudizio, potrebbero configurare illegittimità nelle procedure di affidamento. Su questi aspetti si è soffermato il legale intervenuto durante l’incontro, illustrando le ragioni giuridiche che, secondo la ricostruzione esposta, renderebbero necessario un approfondimento da parte degli organi competenti.
È stato evidenziato come la vicenda non riguarderebbe esclusivamente l’attuale amministrazione comunale, ma rappresenterebbe una modalità gestionale che, sempre secondo quanto sostenuto nel corso della conferenza, si protrarrebbe ormai dal 2017, attraversando amministrazioni diverse senza che il sistema sia mai stato realmente modificato.
I relatori hanno posto una serie di interrogativi che, a loro avviso, attendono ancora risposta: perché il Comune non avrebbe mai proceduto a una gestione ordinaria del teatro come avviene in numerose altre città? Per quale motivo la gestione sarebbe rimasta stabilmente concentrata sugli stessi soggetti? E come sia stato possibile arrivare ancora una volta alla scadenza dell’affidamento senza predisporre per tempo una nuova procedura? Domande che, è stato sottolineato, si ripresenterebbero ciclicamente da anni e che renderebbero necessario un chiarimento definitivo.
Particolare attenzione è stata dedicata al periodo successivo alla scadenza dell’affidamento esclusivo, fissata al 30 aprile scorso. È stato ricordato come quella data fosse nota da tempo e come, proprio per questo, avrebbe dovuto consentire una programmazione amministrativa adeguata. Da qui la richiesta di chiarire i presupposti amministrativi e giuridici che hanno portato alla prosecuzione della gestione fino all’adozione del successivo affidamento ponte.
Nel corso della conferenza è stato inoltre annunciato che è stata presentata una segnalazione all’Autorità Nazionale Anticorruzione affinché l’Autorità possa svolgere le verifiche e gli approfondimenti ritenuti di propria competenza sulla vicenda.
È stato inoltre reso noto che è stata presentata una richiesta di accesso agli atti relativa alla documentazione amministrativa concernente la gestione del Teatro Grandinetti e che, al momento della conferenza stampa, non sarebbe ancora pervenuto alcun riscontro. Un elemento che, secondo quanto dichiarato dai promotori, rafforza la volontà di proseguire fino in fondo nell’azione di approfondimento e di richiesta di trasparenza.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre ribadito che questa volta la vicenda non verrà lasciata cadere. È stato affermato con decisione che non si intende consentire che la questione venga nuovamente accantonata o perda centralità nel dibattito pubblico, come – è stato sostenuto – sarebbe avvenuto in passato. L’obiettivo dichiarato è mantenere alta l’attenzione fino a quando non saranno fornite risposte ritenute esaustive, ricorrendo, se necessario, a tutte le iniziative consentite dall’ordinamento.
Tra i temi affrontati anche quello dell’affidamento esclusivo di una struttura pubblica. È stato sostenuto che una gestione esclusiva determina inevitabilmente un vantaggio significativo per il soggetto affidatario, sia dal punto di vista economico sia sotto quello artistico e organizzativo, limitando al tempo stesso le possibilità di utilizzo del teatro da parte delle altre associazioni cittadine.
A sostegno di questa tesi è stato richiamato un episodio riferito dall’ingegnere Grandinetti riguardante il regista Francis Ford Coppola. Secondo quanto raccontato durante la conferenza, il regista avrebbe manifestato nei mesi scorsi l’interesse a utilizzare il Teatro Grandinetti per circa dieci giorni, ma tale possibilità non si sarebbe concretizzata poiché la struttura risultava impegnata dalla stagione teatrale. Sempre secondo quanto riferito, non sarebbe stata individuata una soluzione condivisa che consentisse di conciliare le diverse esigenze. Per i relatori si sarebbe trattato di un’importante occasione persa per la promozione culturale della città.
È stato inoltre evidenziato come le associazioni del territorio possano utilizzare il Teatro Grandinetti soltanto sostenendo costi ritenuti particolarmente elevati e subordinatamente alla disponibilità della struttura, spesso già occupata dalla programmazione ordinaria.
Nel corso della conferenza è stato precisato che non viene messa in discussione la qualità della stagione teatrale organizzata dalle associazioni attualmente coinvolte nella gestione, né il valore degli spettacoli proposti. La richiesta riguarda esclusivamente il modello gestionale. Secondo quanto illustrato, le stesse associazioni potrebbero continuare a organizzare la propria stagione teatrale, usufruendo del teatro alle medesime condizioni previste per tutti gli altri soggetti, anche alla luce dei contributi pubblici regionali e nazionali di cui beneficiano. Ciò che viene contestato è l’esclusività della gestione di un bene pubblico che, è stato ribadito, dovrebbe tornare a essere pienamente accessibile all’intero tessuto culturale cittadino.
Ampio spazio è stato dedicato anche al cosiddetto “affidamento ponte”, definito dai relatori come un provvedimento che presenterebbe diversi aspetti meritevoli di approfondimento. In particolare, è stato sostenuto che la delibera conterrebbe disposizioni tra loro non coerenti, motivo per cui ne è stata chiesta la revoca e una rivalutazione complessiva della procedura adottata.
Altro tema affrontato riguarda il periodo compreso tra il 30 aprile e giugno L’ingegnere Grandinetti ha illustrato un’analisi della documentazione amministrativa e contabile, sostenendo che in tale arco temporale sarebbero state effettuate operazioni economiche che meritano ulteriori chiarimenti. In particolare, ha evidenziato come alcune causali dei bonifici riporterebbero diciture che, a suo giudizio, non apparirebbero coerenti con i servizi ai quali sarebbero riferite, citando, a titolo di esempio, causali riconducibili agli abbonamenti della stagione teatrale in relazione a pagamenti che, secondo la ricostruzione esposta, avrebbero riguardato attività di apertura e chiusura del teatro.
Sul piano istituzionale è stata lamentata l’assenza di un confronto ritenuto adeguato con l’Amministrazione comunale ed è stata ribadita la volontà di proseguire nell’iniziativa fino all’ottenimento di risposte concrete. Nel corso della conferenza è stata inoltre prospettata la richiesta di dimissioni dell’assessore Spinelli qualora non dovessero arrivare chiarimenti.
È stato però ricordato che lo stesso assessore aveva manifestato la disponibilità ad avviare un dialogo. L’auspicio espresso è che tale disponibilità possa tradursi rapidamente in un confronto concreto. In assenza di riscontri entro una settimana, è stata annunciata una nuova conferenza stampa.
In conclusione è stato ribadito che l’obiettivo dell’iniziativa non è contestare la qualità dell’offerta culturale cittadina, ma ottenere trasparenza amministrativa e promuovere un modello di gestione che restituisca il Teatro Grandinetti alla piena disponibilità della collettività, sul modello adottato in numerosi altri teatri pubblici italiani, nei quali il Comune mantiene la gestione del bene e i servizi tecnici vengono affidati a soggetti specializzati, garantendo pari condizioni di accesso a tutte le realtà culturali del territorio.
(fonte Tiziana De Matteo)




