Il consigliere regionale Gianpaolo Bevilacqua, attraverso una nota stampa, interviene per replicare alle dichiarazioni rilasciate da un autorevole esponente di Forza Italia in un’intervista a un giornale online. Bevilacqua respinge le accuse di presunta incoerenza, rivendica la linearità del proprio percorso politico e rilancia puntando il dito contro quelle che definisce le contraddizioni degli azzurri, sia sul piano locale sia su quello nazionale, con particolare riferimento al caso Vannacci e alla gestione amministrativa del Comune di Lamezia Terme.
“In un’intervista rilasciata ad un giornale online, un autorevole esponente di spicco di Forza Italia lamenta una presunta «discrasia» che si riscontrerebbe nel comportamento della Lega e che sarebbe, pertanto, ascrivibile al sottoscritto. Credo, senza voler alimentare alcuna sterile polemica, che questa lagnanza sia davvero gratuita e ingenerosa. Posso fare ammenda su tante cose, ma il mio percorso politico-istituzionale è sempre stato improntato alla massima coerenza, sia nella scelta di candidarmi a sindaco, sia in quella di correre per il Consiglio Regionale.
Andando al dunque, ho offerto alla città la mia candidatura a sindaco proprio perché vedevo il centrodestra avviluppato in trattative e meccanismi di selezione assolutamente discutibili.
Da una parte si stava candidando un egregio professionista che pare fosse stato selezionato persino nel centrosinistra; dall’altra, nonostante i tanti profili politici di valore all’interno della coalizione, si stava scegliendo una figura che — pur essendo uno stimato professionista — era del tutto priva di quell’esperienza politica necessaria per guidare una delle città più importanti della Calabria. Una valutazione, quest’ultima, che sul piano dei principi sembrava condivisa da tutti nel centrodestra, salvo poi, al momento del voto, veder prevalere le solite camarille politiche. Per me parla la risposta dei cittadini di Lamezia, che hanno ampiamente premiato il mio impegno sul territorio e lo spirito di servizio.
È davvero curioso che i vertici azzurri, dopo essere stati determinanti nella scelta dell’Avv. Murone, oggi a distanza di solo un anno ne mettano pesantemente in discussione l’operato. Ma l’incoerenza più macroscopica e politicamente imbarazzante è un’altra. Mentre a livello nazionale e regionale Forza Italia erige barricate e pronuncia un “no” categorico e intransigente nei confronti del movimento di Vannacci, a livello locale e cittadino assistiamo a uno scenario diametralmente opposto. Ad oggi, infatti, i forzisti lametini non hanno ancora risolto il nodo dei Vannacciani che siedono comodamente in Giunta. Com’è possibile tollerare a Lamezia ciò che a Roma e a Catanzaro viene considerato politicamente impraticabile?
Peraltro, ci si duole bizzarramente del fatto che io sia rimasto coerentemente fuori dalla gestione del Comune di Lamezia, senza appetiti di potere e nonostante le inevitabili sollecitazioni. Trovo davvero temeraria la critica per essere rimasti lontani dalla “stanza dei bottoni”. Questo non significa affatto che io sia disattento rispetto alle sorti della mia città, o che non mi impegni quotidianamente attraverso il mio ruolo istituzionale per sostenerla. In futuro non escludo di partecipare a un tavolo di discussione ma, come al solito, quando si passa dalle parole ai fatti, ogni buona intenzione sembra evaporare.
Io resto disponibile a discutere di temi e contenuti. Ove si dovesse realizzare un nuovo paradigma programmatico e gestionale, non mancherà un’approfondita valutazione della Lega sul prosieguo della legislatura al Comune di Lamezia Terme.
Per altro, in conclusione, sorge spontanea una domanda: adesso che i vertici di Forza Italia si sono espressi così negativamente riguardo al piano di riequilibrio, i consiglieri comunali del partito seguiranno compatti queste indicazioni?”
Fonte Gianpaolo Bevilacqua




