News

Lamezia, dopo la Fiera dei Santi Pietro e Paolo strade invase dai rifiuti: l’ANA, «Pagare il posteggio non autorizza a sporcare»

Progetto senza titolo (1)

Si è da poco conclusa la storica fiera dei Santi Pietro e Paolo, un appuntamento che come ogni anno ha richiamato a Lamezia Terme migliaia di visitatori, tra devozione, tradizione e shopping all’aperto. Tuttavia, a fari spenti e bancarelle smontate, a far discutere non è solo il bilancio economico dell’evento, ma anche l’amaro spettacolo lasciato alle spalle: montagne di spazzatura abbandonate lungo le strade che hanno ospitato i commercianti ambulanti.

Una situazione di degrado che ha sollevato la legittima indignazione dei residenti e dei cittadini, ma che vede, questa volta, una ferma presa di posizione anche da parte dei vertici della stessa categoria dei commercianti.

Il duro richiamo dell’ANA: «Serve rispetto per la città»
A intervenire sulla questione con parole chiare e senza sconti è Giuseppe Grande, presidente dell’A.N.A. UGL (Associazione Nazionale Ambulanti). Grande ha voluto stigmatizzare i comportamenti incivili di una parte degli operatori, ricordando che la legalità e il rispetto del territorio non sono optional acquistabili con una tassa di occupazione del suolo pubblico.

«I commercianti pagano regolarmente il posteggio per poter lavorare, ed è un loro diritto, ma questo non significa avere la licenza di sporcare o di trasformare le vie di Lamezia in una discarica a cielo aperto», ha dichiarato con fermezza il presidente Grande. «Il pagamento dei tributi dà diritto all’uso dello spazio, non all’impunità ecologica. Chiediamo a tutti gli ambulanti massimo rispetto per le città che ci ospitano e per i cittadini che ci accolgono».

Un danno d’immagine per tutta la categoria
La stragrande maggioranza degli ambulanti lavora nel rispetto delle regole, ma l’inciviltà di pochi rischia di gettare fango su un intero settore già duramente provato dagli anni di crisi. Le immagini dei cumuli di cartoni, plastica e residui organici rimasti sull’asfalto per ore dopo la chiusura della fiera hanno fatto il giro dei social, alimentando polemiche.

Il monito dell’A.N.A. suona quindi come un richiamo alla responsabilità collettiva: la fiera dei Santi Pietro e Paolo è un patrimonio di Lamezia Terme, e preservarne il decoro deve essere un obiettivo comune, a partire da chi, in quei giorni, trae profitto dal territorio. La linea dell’associazione è chiara: sì al commercio, sì alla tradizione, ma mai a discapito della pulizia e del rispetto civico.

Correlati

Condividi su:

Facebook
WhatsApp
Email
Threads