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Masi: “Talent 2026 – quando l’incapacità di governare diventa sistema”

Cessazione di aree al fine dell'utilizzo di diritti edificatori - Gennarino Masi-63

“C’è un momento in cui l’incapacità di amministrare smette di essere un errore e diventa una scelta politica.

Quel momento, per la Giunta Murone, è arrivato il 5 giugno 2026, con la Deliberazione n. 168, con la quale l’Amministrazione comunale ha deciso di allestire un evento artistico per i festeggiamenti patronali chiedendo agli artisti, ai musicisti, ai performer di questa terra di esibirsi gratuitamente, senza un euro di compenso, senza un rimborso spese, senza alcun riconoscimento professionale.

Lo chiamano “Lamezia Talent 2026 – Il Palco dei Talenti Calabresi”.

Noi lo chiamiamo con il suo vero nome: la resa di un’Amministrazione senza visione, senza risorse e senza rispetto per chi lavora nella cultura.

Lamezia ha artisti straordinari che ogni giorno costruiscono una carriera con sacrificio, in una regione che già di per sé offre loro poche opportunità. Cosa fa la loro Amministrazione comunale?

Anziché investire su di loro e costruire politiche culturali degne di questo nome, li chiama a fare da tappabuchi per i festeggiamenti patronali, in cambio di nulla.

Questa non è una “vetrina”. Questa è un’umiliazione istituzionale.

E non si tratta solo di una scelta sbagliata sul piano politico: si tratta di una scelta illegittima sul piano giuridico.

Il Codice dei Contratti Pubblici è esplicito: «Le prestazioni d’opera intellettuale non possono essere rese dai professionisti gratuitamente, salvo che in casi eccezionali e previa adeguata motivazione. Salvo i predetti casi eccezionali, la pubblica amministrazione garantisce comunque l’applicazione del principio dell’equo compenso».

La prestazione di un artista costituisce a pieno titolo una prestazione d’opera intellettuale, tutelata dall’art. 2230 del Codice Civile e dalla giurisprudenza consolidata, secondo cui il contratto d’opera professionale è normalmente a titolo oneroso: una eventuale rinuncia al compenso non si presume, ma deve essere espressamente formulata e provata.

La Deliberazione n. 168/2026 non contiene alcuna motivazione di eccezionalità. Non una riga che giustifichi la deroga.

Il Sindaco Murone e la sua Giunta hanno semplicemente deciso che il lavoro artistico non vale niente, e lo hanno messo per iscritto in un atto ufficiale del Comune.

Questa vicenda racconta il fallimento di un metodo di governo.

Un’Amministrazione che annuncia a inizio giugno l’evento principale delle feste patronali del 28 giugno, senza aver stanziato un euro, senza aver cercato sponsor e senza aver costruito alcun partenariato con il mondo privato, è un’Amministrazione che non programma. Che naviga a vista. Che gestisce la cosa pubblica con la stessa superficialità con cui si organizza una festa di condominio.

Eppure gli strumenti c’erano: l’art. 134 del Codice dei Contratti Pubblici prevede una procedura semplificata per l’affidamento di contratti di sponsorizzazione, applicabile anche a iniziative di valorizzazione culturale. Basta pubblicare un avviso sul sito del Comune per trenta giorni. Una procedura alla portata di qualsiasi ufficio comunale.

Ma avrebbe richiesto capacità di pianificazione, visione e volontà politica. Tre cose che questa Giunta non ha dimostrato di possedere.

L’Amministrazione Murone si trincera dietro il “principio della sussidiarietà orizzontale” per giustificare la richiesta di lavoro gratuito. È un’operazione politicamente non corretta.

La sussidiarietà orizzontale, sancita dall’art. 118 della Costituzione, nasce per sostenere “l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale”: serve, cioè, a valorizzare le energie della società civile che si attivano spontaneamente dal basso, non a legittimare un ente pubblico che organizza un proprio evento istituzionale e ne scarica i costi sui privati.

Usare un principio costituzionale come scudo per coprire l’incapacità di trovare risorse è un atto di ipocrisia istituzionale che non possiamo accettare.

La cultura non è un servizio volontario. Gli artisti non sono volontari del tempo libero. Sono lavoratori, con diritti previdenziali, contrattuali e professionali che questa Delibera rischia concretamente di eludere.

Sul piano previdenziale, qualificare le esibizioni come “volontarie” o “gratuite” non esclude automaticamente la sussistenza di obblighi contributivi in capo al Comune come soggetto organizzatore: questo profilo richiede una verifica concreta, la cui omissione potrebbe esporre l’Amministrazione a responsabilità e sanzioni che ricadrebbero, come sempre, sulle spalle dei cittadini.

Chiediamo, pertanto, un atto concreto di responsabilità politica:

  1. La revoca immediata della Deliberazione di Giunta n. 168 del 5 giugno 2026, atto illegittimo e lesivo della dignità professionale degli artisti del territorio, in quanto privo di qualsiasi motivazione in ordine all’eccezionalità della richiesta di prestazioni gratuite, come imposto dall’art. 8, comma 2, del D. Lgs. 36/2023;
  2. In subordine, la sua modifica sostanziale, con previsione di un riconoscimento economico adeguato per i partecipanti, nel rispetto del principio dell’equo compenso e della natura normalmente onerosa del contratto d’opera intellettuale;
  3. L’avvio urgente di una procedura di sponsorizzazione ai sensi dell’art. 134 del Codice dei Contratti Pubblici, per reperire le risorse necessarie ad organizzare un evento degno di questa città;
  4. Una verifica interna, da condurre con il supporto degli uffici competenti, in ordine agli obblighi contributivi eventualmente gravanti sul Comune in relazione alle prestazioni artistiche oggetto dell’iniziativa;
  5. L’apertura di un confronto pubblico e trasparente su una vera politica culturale per Lamezia Terme, che vada oltre l’improvvisazione e il pressapochismo di questa Giunta.

Lamezia Terme ha bisogno di amministratori che sappiano progettare il futuro, non di una classe dirigente che elemosina lavoro gratuito per coprire i propri fallimenti.

I talenti calabresi meritano rispetto, non un palco in cambio di nulla.

Il talento non è un tappabuchi. Lamezia merita di più.”

 

 

 

 

Gennarino Masi
Consigliere Comunale PD

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