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Lettera aperta: chiusura sede Cittadinanza attiva, logiche autoreferenziali

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*Oggetto chiusura sede territoriale di Cittadinanzattiva di Lamezia Terme.*
Scrivo con il desiderio di esprimere ciò che provo dopo la conclusione della mia esperienza in Cittadinanzattiva.

Per quasi 9 anni ho prestato servizio volontario presso la sede di Lamezia Terme, una sede territoriale “la sola in Calabria” che operava al di fuori dell’ambito ospedaliero.

 

 

In tutto questo tempo ho cercato di svolgere il mio compito con impegno, disponibilità e spirito di servizio, mettendomi ogni giorno al fianco delle persone che si rivolgevano a noi per chiedere aiuto, informazioni o per essere semplicemente ascoltate. Ho effettuato prenotazione visite sanitarie, fornito orientamento ai cittadini, aiutando persone anziane e fragili a districarsi tra procedure spesso complicate e soprattutto ho cercato di far sentire meno sole tante persone che trovavano nella nostra sede un punto di riferimento.

 

 

Questo contatto con la gente mi ha insegnato molto e mi ha fatto comprendere il vero significato della “cittadinanza attiva”. Per questo motivo mi ha colpito e amareggiato la sensazione che non sia stata compresa fino in fondo la differenza tra il lavoro svolto in una sede territoriale come la nostra e quello altrettanto importante svolto dal Tribunale per i diritti del malato negli ospedali. Si tratta di realtà che condividono gli stessi valori ma che operano in contesti diversi affrontando problematiche differenti. Nella nostra sede non ci si limitava a intervenire su questioni sanitarie.

 

 

Eravamo presenti sul territorio, vicini ai cittadini nelle loro esigenze quotidiane, spesso diventando il primo punto di ascolto per chi non sapeva a chi rivolgersi. Un lavoro silenzioso, ma concreto e utile, svolto con dedizione e senza alcun interesse personale. Lasciare questa esperienza mi è dispiaciuto profondamente non tanto per il ruolo in sé, quanto perché sentivo di appartenere a una realtà che metteva al centro le persone, soprattutto quelle deboli. In questi anni ho ricevuto molto sul piano umano e ho cercato di restituire altrettanto con il mio impegno. Con questa lettera desidero semplicemente lasciare una testimonianza per esprimere il valore che ha avuto questa esperienza e l’importanza, che a mio avviso, dovrebbe essere riconosciuto al lavoro svolto nelle sedi territoriali extra ospedaliere.

 

 

Aggiungo due parole sulla mia esperienza quasi decennale in cittadinanza attiva. Ho avuto modo, in questa associazione di conoscere belle persone che qui voglio ringraziare per aver lasciato in eredità uno stile sobrio, fatto di cose semplici e concrete, di ascolto. Un lavoro puntuale e totalmente gratuito così come lo è il volontariato puro e mi riferisco a Teresa Caruso, Teresa Fimiani, Concetta Perri, Maddalena Cappuccio, Alba Montilla.

 

 

Ringrazio per la fiducia accordatami negli anni dal segretario prima regionale poi territoriale Felice Lentidoro e successivamente dalla considerazione fatta di confronto e di collaborazione con il responsabile, ormai ex del tdm fiore isabella. Persone che ho stimato per l’umanità, la serietà e le competenze Dimettersi da Cittadinanzattiva non è solo un atto di protesta ma un voler rimarcare la distanza di valori e stile che mi allontana mestamente ma irrevocabilmente da questa realtà che pare aver perso di vista la centralità degli obiettivi che si era prefissata all’origine a favore di logiche autoreferenziali”

 

Vincenzo Gaetano, ex volontario di Cittadinanzattiva.

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