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Grandinetti rompe il silenzio: “Altro che risanamento, ora si dica tutta la verità. Serve unità per salvare Lamezia”

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“Oggi assistiamo, soprattutto sui social, a una vera e propria gara su chi ha fatto di più per la città. C’è chi rivendica una buca sistemata in via dei Mille, chi due buche in Piazza d’Armi, chi denuncia da anni piccoli disservizi. Una rincorsa continua alla visibilità, fatta di frasi, slogan e autocelebrazione. Ma manca una cosa fondamentale, la verità. Nessuno – o quasi – parla di ciò che non è stato fatto. Nessuno affronta fino in fondo il nodo centrale che oggi blocca ogni prospettiva di sviluppo: il disastro finanziario del Comune di Lamezia Terme.
Di chi è la responsabilità? Perché non si ha il coraggio di dirlo chiaramente? Ricordo bene che l’attuale sindaco, Mario Murone, è arrivato alla guida della città in un momento in cui si raccontava che il Comune fosse risanato, che la precedente amministrazione guidata da Paolo Mascaro avesse rimesso in ordine i conti e che ci fossero risorse pronte per essere investite. Oggi, alla prova dei fatti, viene spontanea una domanda: era davvero così? Oppure era una narrazione che non corrispondeva alla realtà?”– la riflessione arriva da Francesco Grandinetti, presidente di “LAMETIA enonsolo”.

Se le cose stanno diversamente – e io credo che sia così specifica Grandinetti– allora bisogna dirlo con chiarezza, senza ambiguità. Solo partendo dalla verità si può interrompere questo sterile ping-pong tra maggioranza e opposizione (e non solo!) e cominciare a lavorare insieme per salvare la città. Perché è questo il punto: Lamezia Terme non ha bisogno di Facebook o Instagram, soprattutto da parte di chi ha strumenti ben più concreti per incidere e cambiare le cose. Ha bisogno di visione, di determinazione, di unità. Siamo in una fase storica decisiva. Si parla di area centrale della Calabria, di una possibile “città dei due mari”, di un nuovo ruolo strategico per il territorio. In questo contesto, la compattezza bipartisan è fondamentale per affermare la centralità politica e geografica della nostra città, sia che si parli di una nuova provincia, di una nuova città, sia di un nuovo modello di sviluppo territoriale. Per questo oggi dico con chiarezza che il sindaco Murone va aiutato. Avrà davanti ancora quattro anni di governo e in questi quattro anni la città deve crescere. Non possiamo permetterci divisioni sterili o polemiche quotidiane.

Lo dice una persona iscritta al Partito Democratico profondamente convinto di un modello sociale diverso dai partiti che oggi governano. Lo dice una persona stanca ma non rassegnata, e soprattutto profondamente delusa da un dibattito pubblico ridotto troppo spesso a post inutili, lontani anni luce dai veri problemi e dalle vere opportunità della città. E le opportunità ci sono.
Cresce il turismo, aumentano gli investitori interessati al territorio, si discute a livello regionale di nuove prospettive strategiche dell’area.
È questo il momento di alzare lo sguardo. Per questo – sottolinea Grandinetti – rivolgo un invito sincero alle opposizioni, facciamo tesoro o se vogliamo prendiamo spunto da queste mie riflessioni. Abbiamo perso le elezioni, è un dato di fatto. Ma proprio per questo oggi serve un gesto di maturità politica: sedersi attorno a un tavolo e contribuire, insieme, alla programmazione dello sviluppo della città. Si parta dai temi fondamentali, come la sanità, e si costruisca una visione condivisa con Lamezia che dica la sua. Allo stesso tempo, chiedo al sindaco Mario Murone maggiore attenzione verso le proposte e le sensibilità delle opposizioni. Chieda collaborazione. Perché oggi più che mai serve mettere insieme competenze, idee, energie. Servono menti eccellenti. Serve unità. Serve coraggio. Perché Lamezia Terme non ha bisogno di polemiche di maniera, ha bisogno di futuro”– conclude il presidente .di “LAMETIA enonsolo”.

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