Questo il leit motiv dell’incontro tenutosi nell’auditorium della scuola secondaria di primo grado Pitagora; un’iniziativa che ha dato vita ad un vero e proprio focus sull’autismo e sul giusto approccio verso le persone autistiche, in particolare bambini e ragazzi. A curare nel dettaglio ogni momento della manifestazione, le referenti per l’inclusione dell’I.C. Perri-Pitagora – Don Milani, le docenti Saveria Sesto e Alessandra Toia.
Il dibattito che ha registrato tanti interventi mirati e che ha dato spazio al confronto tra relatori e studenti, è stato moderato da Pasqualino Di Cello, coordinatore ADISS Multiservice Lamezia Terme. Ad introdurre i lavori la professoressa Saveria Sesto che ha porto ai presenti i saluti del dirigente Giuseppe De Vitame che ha ribadito alcuni punti cardine del tema scelto per il dibattito. “Comunicare è molto più complesso: significa entrare in relazione con l’altro, condividere emozioni, esprimere bisogni e intenzioni.
Comunicare – ha rimarcato ancora la docente – significa costruire ponti tra le persone, anche quando il linguaggio verbale non è sufficiente. È proprio questo il senso del titolo dell’incontro di oggi ‘Parole, gesti, sguardi: comunicare oltre i confini’, che invita a superare l’idea tradizionale di comunicazione per abbracciare una visione più ampia, inclusiva e profonda. Gesti, sguardi, posture, silenzi: tutte queste forme espressive acquistano un valore fondamentale, soprattutto quando si parla di persone con disturbo dello spettro autistico”.
Sesto ha spiegato che “promuovere una comunicazione inclusiva significa favorire la partecipazione attiva alla vita scolastica e sociale, abbattere le barriere relazionali e costruire contesti in cui ogni studente possa sentirsi riconosciuto e valorizzato. Andare oltre i confini della comunicazione tradizionale, dunque, non è solo una sfida educativa, ma un’opportunità per costruire una scuola più equa, attenta e realmente inclusiva”.
L’assessora alla Cultura del Comune di Lamezia, Annalisa Spinelli, ha evidenziato il fatto che “è fondamentale costruire ambienti sereni in ogni contesto per favorire il giusto approccio con le persone che presentano neurodiversità”. La rappresentante dell’amministrazione comunale si è detta ben felice di vedere tanti studenti protagonisti dell’iniziativa “perché le alleanze educative necessitano di sinergie tra tutti i soggetti coinvolti nel contesto sociale di riferimento”.
Innocenza Longo e Luca Ricitano, psicologici terapisti ABA dello studio multidisciplinare FIABA hanno tenuto a puntualizzare che “le persone autistiche comunicano in modo diverso dagli altri e, dunque, bisogna osservarli per imparare a conoscerli”. Anche i due esperti hanno sollecitato la collaborazione e il confronto continui tra scuola, famiglia e società “per riuscire a ottenere il giusto approccio con le persone autistiche, specialmente con i minori. Ciò avvalendosi di moderni strumenti formativi come la comunicazione alternativa aumentativa”.
Annamaria Lucchino, presidente dell’associazione ‘Oltre l’autismo Catanzaro Odv” ha chiesto a gran voce che tutte le persone con neurodiversità “possano vivere come gli altri, avere la loro dignità, raggiungere il proprio equilibrio. Negli anni – ha rammentato – sono state fatte importanti conquiste. Oggi, rispetto a 15-20 anni fa, di autismo si parla tanto e si fa più informazione e formazione, ma ancora tutto ciò non è sufficiente”.
Pasqualino Di Cello ha insistito sulla necessità di una nuova normativa che regoli la vita dei minori autistici, i quali secondo le leggi in vigore dopo i 18 anni sono considerati alla stregua di malati mentali ed entrano in un limbo che certo non li aiuta a riscattare la loro esistenza.
Diverse le testimonianze narrate durante l’incontro tra cui quella della docente Gabriella Mazzocca, mamma di Federico Agostino, ragazzo autistico di 18 anni. La signora Gabriella che è segretaria dell’associazione Angsa, ha raccontato per sommi capi la sua complessa e travagliata esperienza: le tante battaglie combattute per garantire a Federico i suoi diritti, per consentirgli una vita alla pari dei suoi coetanei.
Una guerra che non è mai finita, fatta di sconfitte e di vittorie, ma che diventa esempio e sprone per altre mamme, altre famiglie che non devono mai stancarsi di lottare per dare un futuro al proprio figlio, per educare la società ad accogliere le persone che hanno delle diversità. “Mi auguro – ha affermato Gabriella Mazzocca – che i diritti di questi ragazzi vengano realmente considerati. Spero che mio figlio diventi autonomo affinchè io possa essere invisibile. Questo è il mio sogno per il dopo di noi”. Federico Agostino ha poi eseguito il brano “En e Xanax” rivelando la sua grande passione per la musica e guadagnando così gli applausi del giovane pubblico presente.
Altra testimonianza molto toccante è stata quella della signora Stefania Mancuso, mamma di Luca ragazzo autistico ventenne. La signora Stefania con malcelata commozione ha raccontato i successi artistici del figlio, talentuoso fumettista, che si è già diplomato e che ha al suo attivo diversi concorsi vinti. Tra questi quello che ha immortalato uno dei suoi disegni sui biglietti della Lotteria Italia.
I ragazzi della scuola hanno anche eseguito il brano “Senza spazi e confini” di cui è autore il dottor Francesco Iaconantonio presente al dibattito insieme al digital creator del brano stesso, Luca Talarico. Alcuni degli alunni presenti nell’auditorium hanno anche letto i 12 articoli che costituiscono la Carta dei diritti alla comunicazione, redatta nel 1992, secondo cui “Ogni persona indipendentemente dal grado di disabilità ha il diritto fondamentale di influenzare, mediante la comunicazione, le condizioni della sua vita”. L’iniziativa sull’autismo è stata declinata come una grande festa, ricca di pathos e di esperienze concrete. “In questo scenario, la scuola assume un ruolo centrale – hanno sostenuto le docenti Saveria Sesto e Alessandra Toia – La scuola non è solo il luogo dell’apprendimento, ma uno spazio educativo complesso e dinamico, in cui la comunicazione diventa sia obiettivo sia strumento di inclusione. Attraverso interventi mirati, strategie didattiche adeguate e un ambiente accogliente, è possibile sostenere e potenziare le competenze comunicative di tutti gli studenti”.






