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Vince il NO – Reazioni

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Il Partito Liberale Italiano di Lamezia Terme interviene sul risultato del referendum sulla giustizia, evidenziando un chiaro segnale politico da parte dei cittadini e una crescente distanza tra amministrazione e territorio:

“Il risultato del referendum sulla giustizia a Lamezia Terme non lascia spazio a interpretazioni: la vittoria del NO, maturata attraverso una partecipazione minima e una massiccia astensione, rappresenta una sonora bocciatura politica per un’amministrazione che si era esposta pubblicamente per il SÌ, dimostrando ancora una volta tutta la propria inconsistenza sul territorio.

Non basta proclamare posizioni di principio quando si è totalmente assenti nei quartieri, tra i cittadini, nelle dinamiche reali della città. Questa amministrazione ha fallito nel suo compito più elementare: essere punto di riferimento, collante politico e istituzionale tra le forze che ne avevano reso possibile l’elezione e il tessuto sociale cittadino. Ha scelto invece l’isolamento, l’autoreferenzialità e l’inerzia.

La conseguenza è sotto gli occhi di tutti: una città paralizzata, relegata al fanalino di coda della Calabria, incapace di valorizzare il proprio ruolo strategico di baricentro territoriale. A ciò si aggiunge una crisi interna ormai strutturale, testimoniata dall’ennesima perdita di un assessore, segnale evidente di una maggioranza fragile, divisa e priva di visione.

Come PLI Lamezia avevamo assunto una posizione chiara e coerente: astensione al referendum sulla giustizia. Una scelta politica netta, fondata su un principio semplice ma fondamentale: prima di parlare di grandi riforme, è necessario garantire ai cittadini la giustizia quotidiana — quella dei servizi, della vivibilità, della dignità urbana. Tutto ciò che oggi manca a Lamezia Terme.

Ogni giorno raccogliamo le segnalazioni di cittadini sfiduciati, esasperati e abbandonati. Un disagio diffuso che abbiamo più volte portato all’attenzione dell’amministrazione, ricevendo in cambio silenzi, chiusure e totale mancanza di confronto. Eppure il nostro contributo, anche elettorale, non è mai mancato.

Il dato politico è ormai evidente: questa amministrazione ha perso il contatto con la realtà e con la propria comunità.

Noi Liberali continueremo a fare ciò che altri hanno smesso di fare: stare tra la gente, ascoltare, denunciare e proporre. Senza compromessi e senza ambiguità. Dalla parte dei cittadini, contro l’immobilismo e l’incapacità amministrativa.”

 

Il Partito Democratico di Lamezia Terme commenta l’esito del referendum, evidenziando il successo del NO e la determinazione dei cittadini nel tutelare i valori fondamentali della Costituzione:

“Lamezia Terme ha risposto con una voce sola, ferma e chiarissima: la nostra Costituzione non si tocca. Il Partito Democratico di Lamezia Terme accoglie con immenso orgoglio l’esito del referendum, che vede il fronte del NO trionfare con una maggioranza schiacciante anche nella nostra città.

È un segnale inequivocabile di maturità civile e di profondo attaccamento ai valori democratici, una mobilitazione popolare che ha eretto un muro invalicabile a difesa della Carta fondamentale, proteggendola dalle grinfie di una destra che avrebbe voluto asservirla a logiche di potere rischiose e divisive.

Questo straordinario risultato non è frutto del caso, ma dell’impegno instancabile dei nostri tesserati e simpatizzanti, che si sono mobilitati con passione in ogni quartiere per spiegare le ragioni di una scelta di libertà e garanzia per tutti i cittadini.

Alcuni di loro, come Lidia Vescio, Luigi Muraca, Milena Liotta, hanno addirittura partecipato ad eventi fuori città come ad esempio a Borgia, Amaroni, Nocera, Falerna, Squillace, Cortale. A loro va il nostro ringraziamento più sentito per aver reso possibile questa difesa della democrazia. Tuttavia, questa non è la vittoria di un singolo simbolo, ma il successo di un fronte ampio e plurale: ringraziamo sinceramente tutti gli altri partiti, le associazioni e i comitati con i quali abbiamo lottato.

La sinergia tra diverse realtà ha permesso di raggiungere un risultato così netto, confermando che la tutela dei principi costituzionali è un valore che unisce oltre ogni sigla. La lezione che arriva dalle urne di Lamezia Terme è tanto semplice quanto potente: il centrosinistra, quando ritrova la sua compattezza e marcia unito verso un obiettivo chiaro, è una forza inarrestabile e vincente.

Questa vittoria deve essere un auspicio e un monito per il futuro prossimo. Che questo spirito di collaborazione sia il punto di partenza per superare definitivamente ogni divisione e ogni incomprensione interna. Solo restando uniti potremo continuare a rappresentare un’alternativa solida e credibile, capace di vincere le sfide che ci attendono e di governare nell’interesse della collettività.”

Referendum giustizia, il Comitato sulla vittoria del No: “Una battaglia collettiva nata dal basso”
“Una vittoria che ha radici profonde nei territori e che oggi viene rivendicata come il risultato di un lavoro condiviso, costruito giorno dopo giorno- dichiara in una nota il Comintato per il No al referendum sulla giustizia all’indomani dell’esito della consultazione referendaria”. Dopo l’esito- prosegue la nota- del referendum sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, arriva la soddisfazione dei Comitati per il No attivi nelle province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, protagonisti di una mobilitazione ampia e partecipata.

Un percorso nato dal basso, come sottolineano gli stessi promotori, che hanno dato vita ai comitati attraverso il coinvolgimento diretto di associazioni, realtà civiche e organizzazioni sociali unite da una preoccupazione comune: difendere la Costituzione e l’equilibrio tra i poteri dello Stato.

In provincia di Catanzaro il Comitato si è costituito attorno a una rete già solida e riconoscibile, con l’adesione di realtà come Cgil, Anpi, Arci, Libera, Auser, Federconsumatori e il Comitato No Autonomia Differenziata, insieme ad altre espressioni della società civile impegnate sui temi dei diritti e della legalità. Un lavoro che ha preso forma attraverso assemblee, incontri pubblici e momenti di confronto diffusi sul territorio.

“Non è stata una battaglia forte e radicata,  una mobilitazione unitaria e condivisa”, è il messaggio che emerge con forza. Una campagna che ha saputo parlare ai cittadini, spiegare nel merito i contenuti della riforma e costruire una partecipazione consapevole, come dimostrano i dati dell’affluenza.

Particolarmente significativo, infatti, è stato il livello di coinvolgimento registrato nei territori, con una risposta ampia che ha accompagnato tutte le fasi della mobilitazione, dalla raccolta firme – che in poche settimane ha superato il mezzo milione di sottoscrizioni a livello nazionale – fino al voto finale.

Alla base della posizione dei comitati, una critica chiara alla riforma proposta, ritenuta incapace di affrontare le reali criticità del sistema giustizia, come la durata dei processi o la carenza di personale, e orientata invece a intervenire sull’assetto costituzionale della magistratura.

A pesare, secondo i promotori, anche il tentativo di comprimere i tempi del confronto pubblico, con una campagna referendaria ritenuta troppo breve rispetto alla portata delle modifiche proposte.

Oggi, alla luce del risultato, il giudizio è netto: “È stata una vittoria della partecipazione e della democrazia”. Una risposta che, sottolineano, dimostra come la Costituzione continui a rappresentare un punto di riferimento forte per i cittadini, nonostante molte sue parti restino ancora inattuate.

Il successo del No viene quindi letto come l’esito di un lavoro collettivo, capace di unire territori diversi e sensibilità differenti attorno a un obiettivo comune. Una mobilitazione che, da Catanzaro a Crotone fino a Vibo Valentia, ha trovato una sintesi nella difesa dei principi costituzionali.

“Difendere la Costituzione non è una battaglia ideologica, ma una responsabilità collettiva”, avevano ribadito i promotori alla nascita dei comitati. Un principio che oggi, alla luce del voto, viene rilanciato come punto di partenza per il futuro.

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