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VIDEO-Traffico di rifiuti nel Lametino e nel Crotonese: 25 persone rinviata a giudizio

Inchiesta rifiuti-bis

Il Giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Catanzaro, Roberta Sculco, ha rinviato a giudizio 25 indagati (su 26) tra imprenditori, amministratori unici, dipendenti di società, convolti nel giugno 2023 in una vasta operazione coordinata dalla DDA di Catanzaro per reati di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti. Alla sbarra, nel processo inizierà il prossimo 6 maggio davanti ai giudici del Tribunale collegiale, dovranno comparire: Dario Abbruzzese, residente a Corigliano-Rossano; Alessandro Anello, residente a Curinga; Davide Bartucca, residente a Filadelfia; Giuseppe Bongarzone, residente ad Amaroni; Paolo Bova, di Amaroni; Giuseppe Bova, residente a Squillace; Rosanna Bova, di Amaroni; Francesco Chieffallo, di Lamezia; Sabatino Salvatore D’Angela, residente a Francavilla Fontana (Brindisi); Francesco Denaro, residente a Sersale; Giuseppe Frija, residente a Curinga; Antonio Fusaro, di Corigliano-Rossano; Gaetano Alfredo, di Lamezia; Angelo Incorvaia, residente a Licata; Egidio Lista, residente a Siracusa; Giuseppe Morello residente a Curinga; Rosario Nisticò, di Catanzaro; Andrea Pariano, di Crotone; Antonio Perri, di Lamezia; Francesco Pungitore, residente a Curinga; Domenico Rosariano, di Catanzaro; Gioacchino Rutigliano, residente a Curinga; Giuseppe Russo, di Vibo Valentia; Andrea Talarico, 34 anni, di Lamezia e Antonietta Vescio Campisano, 45 anni, di Lamezia Terme.  Il Gup ha, invece, assolto Antonio Paonessa, 43 anni, di Lamezia Terme.

Nella giornata odierna, 15 giugno 2023, i militari del Nucleo Operativo Ecologico di Catanzaro con il supporto dei reparti territoriali dei Comandi Provinciali CC di Catanzaro, Vibo Valentia, Crotone, Matera e Siracusa, nonché dell’8° Nucleo Elicotteri CC di Vibo Valentia, avevano  dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale emessa dal GIP presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro.  Contestualmente erano stati sequestrati preventivamente beni per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro, consistenti in un complesso immobiliare a destinazione industriale con sede a Curinga (Catanzaro), due impianti di recupero e trattamento rifiuti ad  Amaroni (Catanzaro) e Cotronei (Crotone), e 17 automezzi.

Secondo la tesi accusatoria i gravi indizi riguardano complessi ed articolati traffici di rifiuti, riconducibili a tre società della provincia di Catanzaro e di Crotone, consistenti nel trasporto di rifiuti della frazione organica provenienti dalla raccolta differenziata di comuni calabresi e siciliani, con riguardo a fanghi da depurazione provenienti da impianti comunali calabresi, nonché ad altre tipologie di rifiuti compresi materiali misti prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, e il successivo stoccaggio presso le sedi o gli impianti delle predette società. Ciò allo scopo di ridurre il numero dei trasporti verso gli impianti di destinazione finale, caricando fino alla massima capienza gli automezzi, anche miscelando tipologie di rifiuto diverso, e, quindi, abbattere i costi connessi al servizio.

La movimentazione dei rifiuti sarebbe avvenuta con l’emissione di F.I.R. in numero superiore rispetto ai rifiuti stoccati e trattati negli impianti, attestando falsamente la ricezione e l’invio a trattamento di ingenti carichi di rifiuti di cui si sarebbe fatta perdere la tracciabilità mediante la combustione e la distruzione, nonché con l’individuazione di impianti adibiti a discariche abusive di rifiuti speciali, non pericolosi, ove i rifiuti venivano anche interrati. In tale contesto, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catanzaro, nel corso delle indagini, hanno effettuato numerosi interventi volti ad evitare ulteriori e più gravi impatti ambientali, mediante plurimi controlli che hanno consentito di documentare multipli episodi di interramento di rifiuti e, in un caso, anche l’illecita combustione degli stessi.

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