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Uscita commissariamento sanità Calabria, i dubbi della Corte dei Conti sull’ok del governo Meloni

Roma Corte dei Conti

Torna di estrema attualità la notizia dell’uscita dalla gestione commissariale della sanità della Regione Calabria deliberata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 22 aprile 2026. Secondo quanto riporta un servizio pubblicato oggi da Repubblica e firmato dalla giornalista lametina Giovanna Vitale, il provvedimento del CdM, con proposta partita dal ministero per gli Affari regionali, è finto nel mirino della Corte dei Conti che ha sollevato una serie di dubbi sia sul merito che sul metodo della decisione assunta dal governo Meloni.

Secondo quanto si legge nell’articolo del prestigioso quotidiano nazionale, l’ufficio di controllo sugli atti della Presidenza del Consiglio avrebbe evidenziato criticità legate all’impianto motivazionale che accompagna la scelta di chiudere la gestione commissariale e, per questo, avrebbe articolato una richiesta di chiarimenti ai ministeri competenti della sanità e dell’economia. Tra gli aspetti richiamati figurerebbero la necessità di integrare la documentazione trasmessa e la verifica del pieno rispetto dei presupposti richiesti per il superamento del regime straordinario.

La deliberazione in questione sarebbe stata inizialmente restituita agli uffici governativi per carenze documentali e successivamente riesaminata. Il nodo centrale non sarebbe quindi l’assenza di progressi da parte della Regione, ma il livello di completezza delle motivazioni e delle condizioni poste a fondamento della decisione. Il superamento del commissariamento non coincide automaticamente con il completamento di tutti gli strumenti di controllo e riequilibrio previsti dalla normativa sanitaria. La gestione ordinaria richiede infatti che il percorso di consolidamento finanziario e organizzativo mantenga continuità nel tempo e rispetti i parametri richiesti dal sistema nazionale di monitoraggio.

Tutte queste criticità evidentemente stanno causando la mancata “bollinatura” del provvedimento di uscita dal commissariamento che lo renderebbe efficace. A quanto si apprende, infine, adesso al Consiglio dei Ministri, previa risposta ai rilievi della magistratura contabile da parte dei ministeri competenti, restano 30 giorni per chiarire ogni aspetto contestato.

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