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Università sotto pressione: l’attacco di Fratelli d’Italia al dibattito pubblico

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Nei giorni scorsi il coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia Catanzaro ha attaccato il seminario previsto all’Università Magna Graecia nell’ambito del ciclo “Itinerari di sociologia pubblica in Calabria”, contestando la presenza di Mimmo Lucano e bollando l’iniziativa come propaganda.

Non è una semplice polemica politica. È un attacco diretto alla libertà di discussione.

Qui il punto è chiarissimo: si prova a delegittimare un’iniziativa accademica non per ciò che dice, ma per chi partecipa. È un salto pericoloso, perché introduce un principio inaccettabile — quello per cui una forza politica si arroga il diritto di stabilire chi sia autorizzato a prendere parola in un’università.

Questa non è dialettica democratica. È pressione, è tentativo di condizionamento, è una forma di censura mascherata.

Ancora più grave è l’evidente doppio standard: la politica negli spazi universitari non viene mai messa in discussione quando è allineata a certe posizioni. Diventa un problema solo quando si apre un confronto reale, critico, non controllabile.

Le posizioni dell’Unione Giovani di Sinistra Calabria sono nette e non negoziabili: discutere il cosiddetto “modello Riace” significa analizzare un’esperienza concreta, con tutte le sue complessità, all’interno di uno spazio che per sua natura deve essere libero e plurale.

Chi oggi attacca questo spazio non sta difendendo alcuna neutralità. Sta provando a restringerlo.

E quando si tenta di limitare il confronto, di stabilire confini politici al pensiero, non si è più nel terreno della critica: si è già dentro una deriva pericolosa.

Ed è esattamente questo che va respinto, senza ambiguità.

 

 

 

Fonte Kevin Vescio

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