Si chiede a tutta la classe politica di avviare nelle commissioni consiliari e nel Consiglio Comunale, un confronto serio e serrato sulla proposta, un modello moderno di decentramento per superare la centralizzazione, valorizzare le tre storiche vocazioni di Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia e trasformare il pluralismo identitario in un motore di efficienza e partecipazione democratica.
A distanza di quasi sessant’anni dal lungimirante progetto del 1968, che sancì la nascita di Lamezia Terme attraverso l’unificazione dei Comuni di Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia Lamezia, la città si trova oggi di fronte a un bivio storico per il proprio futuro organizzativo ed economico. Se da un lato l’unità della grande realtà urbana si è consolidata come patrimonio strategico e infrastrutturale per l’intera Calabria centrale, dall’altro non si possono più ignorare i limiti derivati da una progressiva ed eccessiva centralizzazione dei servizi amministrativi.
La chiusura delle storiche delegazioni comunali e il conseguente allontanamento dei centri decisionali hanno alimentato, negli anni, una diffusa percezione di abbandono nelle periferie e nei quartieri più distanti. Questo distacco logistico e istituzionale rischia di rinfocolare vecchie rivalità mai del tutto sopite, che si manifestano ancora oggi nel tessuto sociale e persino nell’agonismo sportivo locale. Per compiere definitivamente il disegno unitario del 1968, la risposta non è l’accentramento, ma una governance policentrica: l’istituzione di tre municipi territoriali.
Il ruolo dei Municipi: un pilastro di efficienza, vicinanza e partecipazione
La proposta, che si ispira ai modelli di gestione delle più avanzate città metropolitane europee, assegna ai municipi un ruolo cruciale e innovativo, articolato su tre direttrici fondamentali per la vita quotidiana dei cittadini:
- La Politica della Prossimità e dell’Ascolto Attivo: i municipi non rappresentano un ritorno al passato o una frammentazione nostalgica, bensì un potenziamento dell’identità comune. Diventeranno sportelli di riferimento diretto per la popolazione, accorciando la filiera burocratica e fornendo ai residenti interlocutori istituzionali immediatamente accessibili, capaci di dare risposte senza costringere i cittadini a lunghe trafile verso il centro decisionale.
- Tempestività d’Intervento e Cura del Territorio:Grazie a una conoscenza capillare e quotidiana delle problematiche locali, i municipi saranno sentinelle sul territorio. La gestione del verde pubblico, la manutenzione ordinaria delle strade, il decoro urbano, la cura dei servizi di quartiere e la programmazione di eventi culturali locali potranno essere monitorate e pianificate con un’agilità e una rapidità d’azione ad oggi impensabili per una struttura unica e centralizzata.
- Hub della Partecipazione Democratica e del Terzo Settore:Le nuove istituzioni municipali si configureranno come laboratori permanenti di cittadinanza attiva. Saranno i luoghi fisici e politici in cui comitati di quartiere, associazioni, realtà sociali e singoli cittadini potranno confrontarsi direttamente con gli eletti, co-progettando le priorità urbanistiche, sociali e culturali dello specifico territorio.
Valorizzare le tre anime per far crescere l’intera città.
Il progetto dei municipi poggia sulla consapevolezza che Lamezia Terme sia una città intrinsecamente plurale, la cui forza risiede proprio nella complementarietà delle sue tre componenti originarie: il cuore commerciale, direzionale e artigianale di Nicastro; la straordinaria tradizione agricola, la cultura contadina sambiasina e la valorizzazione definitiva delle Terme e della “ Gurna” vero polo attrattivo turistico del territorio ; il polo strategico dei servizi e dei trasporti di Sant’Eufemia, snodo vitale grazie alla stazione ferroviaria e all’aeroporto internazionale.
Attraverso la presenza di rappresentanti municipali democraticamente eletti, le istanze di ciascuna di queste tre grandi aree troveranno una sintesi armonica e autorevole all’interno della visione unitaria del Comune. In questo modo, si eviterà che alcune zone si sentano marginalizzate o di “serie B”, garantendo uno sviluppo omogeneo ed equilibrato.
Unire meglio per contare di più
“L’obiettivo non è dividere, ma unire meglio”. Riconoscere l’identità storica dei territori non significa indebolire Lamezia Terme, ma dotarla di istituzioni moderne capaci di intercettare le sfide del futuro. I municipi saranno il vero ponte tra l’unità amministrativa del Comune e la ricchezza delle identità locali, trasformando i vecchi campanilismi in una formidabile risorsa per la crescita e l’inclusione sociale dell’intero comprensorio.
Rilanciare lo spirito originario del 1968 significa oggi scommettere su una città policentrica, dove ogni cittadino, dal centro alle periferie, possa finalmente sentirsi protagonista della propria amministrazione.
fonte Vincenzo Ruberto portavoce della Casa di Vetro

