Esprimo una ferma condanna nei confronti della recente proposta di variazione di bilancio che prevede il taglio di fondi destinati alla cultura per sanare altre voci di spesa. Tale strategia è tipica di una “politica miope” che solo apparentemente manifesta un soluzione finanziaria ancorché immediata. La soluzione prospettata mina la crescita e il benessere a medio e lungo termine della collettività”. Parole di Antonino Costantino, Direzione Nazionale Partito Liberaldemocratico.
“L’amministrazione non consideri gli investimenti culturali come spesa discrezionale- sottolinea -, bensì un investimento cruciale che genera un impatto economico significativo in termini di turismo, occupazione e innovazione. Il dirottamento di queste risorse ignora il “moltiplicatore culturale”, ossia ogni euro investito, ne restituisce alla società un valore nettamente superiore, innescando un circolo virtuoso di sviluppo locale. Inoltre, tagliare i fondi significa indebolire le basi dell’identità, dell’educazione e della coesione sociale.
Ogni euro sottratto a teatri, biblioteche, manifestazioni culturali e progetti educativi non è un risparmio, ma un debito che contraiamo con le future generazioni, e la copertura di deficit di bilancio attraverso il definanziamento del settore culturale non è un risparmio, ma una distruzione di capitale umano e un costo-opportunità significativo. Anche il prezioso apporto delle tante realtà associative, sarà sicuramente meno efficace senza l’adeguato supporto di risorse”.
Per Costantino “c’è da aggiungere inoltre che la riduzione dei già esigui stanziamenti per la Cultura indebolisce la capacità dell’Ente di accedere a finanziamenti esterni vincolati (come fondi europei, PNRR, fondi regionali), i quali richiedono spesso un cofinanziamento locale. Il taglio, quindi, non solo riduce l’investimento diretto, ma impedisce anche l’ingresso di risorse esterne, moltiplicando l’effetto negativo sul bilancio e sull’attrattività del territorio.
L’assessore alla cultura faccia ripensare questa manovra e si spenda per far riconoscere il valore strategico della cultura come pilastro irrinunciabile del futuro di una comunità. Si faccia promotrice di finanziare le esigenze di bilancio venute fuori dall’analisi della Corte dei Conti, mediante un’efficace lotta all’evasione fiscale e una più attenta ed efficiente riduzione della spesa improduttiva”- conclude l’esponente del Partito Liberaldemocratico.




