Fare piena luce sui traffici illeciti di rifiuti nel Mediterraneo, sul fenomeno delle cosiddette navi dei veleni e sulla morte del capitano di corvetta Natale De Grazia. È stato questo il tema centrale dell’incontro “Ecomafie e verità sommerse”, che si è svolto ieri nell’ambito della XV edizione di Trame – Festival dei libri sulle mafie, con la partecipazione del presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani e del giornalista Tommaso Panza.
Nel corso dell’incontro è stata richiamata l’importante decisione assunta lo scorso 12 maggio dall’Ufficio di Presidenza della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, che ha deliberato l’avvio di un nuovo filone di approfondimento dedicato alla morte del capitano Natale De Grazia e al fenomeno delle cosiddette navi a perdere e navi dei veleni, affidandone la relazione alla senatrice Lavinia Mennuni per la maggioranza e alla senatrice Vincenza Rando per l’opposizione.
Un’iniziativa che si affianca all’impegno assunto in sede europea dall’europarlamentare Sandro Ruotolo, promotore del primo incontro svoltosi il 18 marzo scorso a Bruxelles sul traffico illecito di rifiuti nel Mediterraneo, sulle navi a perdere e sul caso De Grazia.
“Si tratta di due importanti segnali istituzionali – ha dichiarato Stefano Ciafani – che vanno nella direzione che chiediamo da tempo: fare piena chiarezza su vicende che rappresentano ancora oggi una delle pagine più oscure dell’ecomafia nel nostro Paese. Legambiente continuerà a collaborare con la Commissione Ecomafie e con le istituzioni europee affinché si arrivi a ricostruire responsabilità, dinamiche e conseguenze di quei traffici illeciti e delle indagini che costarono la vita al capitano Natale De Grazia.”
Nel corso dell’incontro, Ciafani ha inoltre anticipato alcuni dati del Rapporto Ecomafia 2026 relativi alla Calabria. Nel 2025 i reati accertati nel ciclo dei rifiuti sono stati 731, con una diminuzione del 35,7% rispetto all’anno precedente. In calo anche il numero delle persone denunciate e dei sequestri effettuati.
“La flessione registrata è un dato significativo che merita attenzione – ha osservato il presidente di Legambiente –. Potrebbe rappresentare un primo segnale degli effetti deterrenti prodotti dall’inasprimento delle sanzioni penali introdotte negli ultimi anni. Si tratta tuttavia di una tendenza che dovrà essere confermata nel tempo e accompagnata da un costante rafforzamento delle attività di controllo e contrasto.”
Fonte Legambiente Calabria

