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Sanità lametina, partecipato incontro del Presidio “Nicola Malerba”. Reazioni. VIDEO

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Si è svolto con grande partecipazione e coinvolgimento l’incontro pubblico promosso dal Presidio Permanente per la Tutela e il Rilancio della Sanità Lametina “Nicola Malerba”, tenutosi presso il Chiostro di San Domenico. La presenza numerosa di cittadini, associazioni e rappresentanti del territorio – sottolineano i promotori – ha confermato quanto il tema della sanità sia oggi centrale nella coscienza collettiva della comunità lametina. Un confronto serio, partecipato, a tratti intenso, che ha dimostrato come stia crescendo una consapevolezza diffusa e una forte volontà di essere parte attiva nei processi che riguardano il diritto alla salute”.
Nel corso dell’iniziativa, il Presidio “ha ribadito obiettivi, richieste e proposte operative, sottolineando la necessità di tempi certi, trasparenza su fondi e programmazione e interventi concreti per il potenziamento dei servizi sanitari territoriali, a partire dall’emergenza-urgenza. In collegamento è intervenuto il Generale Antonio Battistini, Commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, che ha illustrato lo stato dell’arte e i passi in avanti compiuti negli ultimi mesi. Il Commissario ha mostrato apertura e disponibilità al confronto, impegnandosi a proseguire il dialogo attraverso incontri tematici specifici, finalizzati ad affrontare criticità concrete e individuare soluzioni operative.
Un segnale importante di interlocuzione istituzionale che il Presidio accoglie con attenzione e spirito costruttivo”- sottolineano dal Presidio..
A fronte di una partecipazione popolare ampia e trasversale, si è però registrata l’assenza delle istituzioni locali. In particolare, non ha preso parte all’incontro il Sindaco di Lamezia Terme, Mario Murone, né risultano intervenuti rappresentanti dell’amministrazione comunale. Un’assenza che pesa politicamente e simbolicamente. Mentre cresce tra i cittadini la consapevolezza e la volontà di partecipare attivamente alle scelte che riguardano la sanità pubblica, l’atteggiamento di distacco delle istituzioni locali rischia di ampliare ulteriormente la distanza tra comunità e classe dirigente. La partecipazione non può essere a senso unico: non può esserci mobilitazione civica senza ascolto istituzionale“.
Il Presidio – si legge in una nota – “prende atto di questo passaggio e avvia una riflessione sulla cosiddetta “fase due” del percorso. Dopo una prima fase caratterizzata da proposta, raccolta firme, informazione e confronto pubblico, è il momento di valutare ulteriori forme di mobilitazione. Se le istituzioni non ascoltano, saremo noi ad andare a farci sentire, nelle sedi opportune e con modalità che verranno condivise pubblicamente. Il diritto alla salute non è negoziabile. La comunità lametina ha dimostrato maturità, unità e senso di responsabilità. Ora attendiamo segnali concreti. In assenza di risposte, la mobilitazione continuerà e si rafforzerà“.
fonte ufficio stampa Presidio Permanente per la Tutela e il Rilancio della Sanità Lametina “Nicola Malerba”

 

 

Fiore Isabella (Respons. TDM Lamezia Terme e componente del Presidio)

Martedì sera, nella sala piena del Chiostro di San Domenico a Lamezia Terme, il presidio, intitolato a Nicola Malerba, continua a coltivare un residuo di speranza al capezzale della sanità pubblica; da remoto, il generale medico ,  dottor Battistini, elabora la Sua diagnosi sulla paziente che alcuni amici intervenuti considerano in fase terminale. Temono che il passaggio dal coma al decesso sia imminente e si aspettano soltanto gli ultimi rantoli  per consegnarla alla memoria. Nell’atrio adiacente al letto del decesso manca il capo famiglia nella persona del primo cittadino  di questa città, sicuramente occupato ad affrontare altre pressanti priorità; comunque sia, una buona ragione per sottrarsi al prevedibile malinconico epilogo. E tutto sommato, visti i nostri cuori affranti, credo che  qualche ragione ce l’abbia per sottrarsi all’impegnativa veglia di una moribonda.  Tuttavia, una sala piena, organizzata dal presidio,  composto da associazioni e da persone libere che credono che si possa sempre scendere dal letto anche quando tutto sembra perduto, ci suggerisce che l’anticamera dell’Armageddon può ancora aspettare. E mettere in standby l’attesa della fine di tutto, piazzando al primo posto della agenda quotidiana  la nostra salute senza dover aspettare sempre Godot, è una buona ragione  per riempire una sala scegliendo caparbiamente di non rimanere soli. I numerosi interventi hanno avuto in comune il rispetto delle fragilità, oggi palesatesi con sofferto pudore nelle parole: di una figlia che parla delle sofferenze del padre vittima dell’alzheimer,  da tre anni in attesa di un intervento agli occhi; di un utente, non più di primo pelo e con problemi cardiaci, che gira mezza Calabria per delle visite specialistiche; delle vittime sacrificali delle liste di attesa e dei calendari non pervenuti; degli operatori sanitari che stigmatizzano il peso di essere in pochi e pagati male, alle prese con la stressante quotidiana gestione delle sofferenze e a rischio di Burnout.  E in mezzo  a tanto stress, la discesa in Calabria di un emissario di Trump per indurre l’On. Occhiuto a licenziare i medici Cubani, con noi dai tempi del Covid, invisi al presidente americano,  come invisa è quell’isola caraibica stremata da un embargo disumano.  Ci sarebbero tutti gli ingredienti per cedere allo sconforto! Credo,  però, che l’incontro di tante sensibilità , molte delle quali figlie della rabbia e del dolore, non meritino né la resa né l’oblio. E le presenze rianimanti di tanti cittadini, che hanno potuto dialogare a distanza   col Commissario Straordinario dell’ASP di Catanzaro, ci dicono che anche il diritto alla salute si rianima attraverso l’incontro e la parola.  Non  certo col silenzio e la rassegnazione!

 

 

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