Una Calabria che torna protagonista, che smette di subire e inizia a costruire: è questo il messaggio lanciato da Pasquale Tridico, candidato alla presidenza della Regione Calabria, nel corso dell’incontro pubblico a Lamezia Terme, tappa simbolica e centrale del suo tour elettorale.
«La presenza della segretaria nazionale Elly Schlein qui con noi – afferma Tridico – dimostra che la Calabria è una regione che conta. È una regione strategica. Da qui parte la risposta del Mezzogiorno, da qui si rilancia una nuova visione per il Sud. Oggi siamo a Lamezia, che è un territorio fondamentale per lo sviluppo e la ripartenza della Calabria, sia per la sua posizione geografica, sia per la sua centralità politica e sociale».
La Calabria è una regione che si può ancora cambiare davvero?
«Assolutamente sì. È una partita che si può vincere, anzi si deve vincere. Lo vedo ogni giorno negli occhi delle persone, in quell’entusiasmo sincero che mi trasmettono. Incontro cittadini a cui nessuno aveva mai chiesto niente, che non votavano da anni, e che oggi si sentono coinvolti, ascoltati, rappresentati. C’è una speranza nuova, che dobbiamo alimentare con proposte serie e credibili».
«Basta con le divisioni che spaccano in due il Paese. Questa idea che il Sud debba sempre restare indietro ha causato un’emorragia continua, soprattutto nel settore sanitario. Ogni anno aumentano i calabresi costretti a curarsi al Nord. Solo negli ultimi quattro anni, durante la giunta Occhiuto, la spesa sanitaria della Calabria verso le regioni del Nord è aumentata di 63 milioni di euro. È una follia».
E aggiunge con forza: «Chi rappresenta in Calabria forze politiche come la Lega dovrebbe spiegare da che parte sta. Perché questa situazione sembra fatta apposta per finanziare la sanità privata del Nord a scapito di quella pubblica qui da noi. Mi chiedo se i leghisti, anche in Calabria, rappresentino davvero gli interessi dei calabresi».
«Sono assolutamente contrario. L’autonomia differenziata, così come concepita dalla destra, è una minaccia diretta alla coesione nazionale. E nella sanità produce un disastro annunciato. Permette a chi ha di più di avere ancora di più, e lascia indietro intere regioni. Noi diciamo no. La sanità è un diritto universale e deve essere garantita a tutti, a prescindere dal codice di avviamento postale».
«Sto vivendo giornate straordinarie. Qui a Lamezia sento una spinta speciale: è un luogo simbolico, un crocevia di potenzialità. L’entusiasmo delle persone ci dice che possiamo davvero costruire un’altra Calabria. Una regione in cui i giovani non siano più costretti ad andare via, una regione che non venga più trattata come periferia del Paese, ma come una delle sue colonne portanti».




