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Sanità calabrese in crisi, Amalia Bruni “Serve un’inversione di rotta immediata”

amalia bruni

La sanità calabrese versa in condizioni sempre più critiche, mentre sullo sfondo pesano le recenti dimissioni del presidente della Regione. In questo contesto, la consigliera regionale Amalia Bruni lancia un nuovo e duro allarme sulla tenuta del sistema sanitario.

Attraverso un post diffuso sui social, Bruni evidenzia in particolare le gravi carenze strutturali e organizzative che colpiscono gli ospedali di Lamezia Terme e Catanzaro, denunciando la mancanza di personale medico e infermieristico, la crisi del servizio 118 e, più in generale, una gestione sanitaria al collasso.

Di seguito il testo integrale del suo intervento:

“Domenica di Agosto, ma per la sanità calabrese non c’è tregua: non bastano le dimissioni del Presidente regionale, il sistema resta in grave sofferenza e il malessere si aggrava ogni giorno.
Negli ospedali di Lamezia Terme e Catanzaro la situazione è drammatica: il pronto soccorso “Giovanni Paolo II” deve fare i conti con gravi carenze di medici, infermieri e risorse fondamentali. Il 118 è in crisi, al punto che molte postazioni territoriali (Pet) restano chiuse. Nella zona lametina la chiusura è sistematica, a Falerna — dove la popolazione si è quasi quadruplicata d’estate — non si garantisce più l’emergenza-urgenza.

Queste parole di Saverio Ferrari, delegato dello SMI all’Asp di Catanzaro, definiscono una situazione “vergognosa” che “sfiora il reato di interruzione di pubblico servizio”.

In questo contesto, l’impegno non viene meno. Sono anni che si lavora per portare in Consiglio regionale le istanze più pressanti della nostra comunità: più personale medico e paramedico, utilizzo effettivo dei fondi PNRR, attrezzature moderne e strutture sanitarie effettive, non solo apparenze.

In particolare, per Lamezia Terme e Catanzaro ho denunciato ritardi, inefficienze e carenze, rivendicando protocolli chiari, trasparenza nella gestione e la tutela concreta di chi lavora in prima linea.

La Calabria non può più aspettare. Serve un’inversione di rotta immediata: non bastano annunci o passerelle mediatiche.
La salute è un diritto, non un privilegio, e la sanità pubblica merita serietà, investimenti reali e una ripartenza con i fatti.”

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