Pubblichiamo una lettera aperta di Vincenzo Ruberto Presidente Pro Loco Lamezia Terme APS, indirizzata al Presidente della Regione Calabria On. Roberto Occhiuto sul tema del “turismo mitologico”:
Egregio Presidente,
mi permetto di scriverLe forte della mia lunga esperienza nel mondo delle Pro Loco, dove ho avuto l’onore di ricoprire ruoli apicali a livello regionale, vivendo in prima linea le dinamiche della promozione territoriale e toccando con mano le straordinarie potenzialità – spesso inespresse – della nostra Calabria.
Le rivolgo un appello accorato e al tempo stesso strategico:
avviare una grande azione di marketing territoriale centrata sul turismo mitologico, facendo della Calabria la vera e riconoscibile “Terra del ritorno di Ulisse”.
La storia del viaggio di Ulisse narrata nell’Odissea è una delle narrazioni più conosciute al mondo. È tradotta in centinaia di lingue, studiata in ogni sistema scolastico occidentale e fonte inesauribile di ispirazione culturale, artistica e cinematografica. Ulisse non è solo un eroe: è il simbolo universale del viaggio, della resilienza, dell’ingegno umano. E il suo ritorno verso Itaca, dove lo attendono Penelope e Telemaco, rappresenta il mito del ritorno alle radici, tema oggi più che mai attuale.
Ebbene, Presidente, la Calabria non è marginale in questo racconto: ne è protagonista.
Lo storico tedesco Armin Wolf ha riformulato con rigore scientifico l’interpretazione geografica dell’Odissea, individuando la terra dei Feaci nell’istmo tra il Golfo di Sant’Eufemia e il Golfo di Squillace, il punto più stretto della penisola italiana. Ma già Omero, nel poema, offre riferimenti che la tradizione identifica con luoghi calabresi:
Il passaggio attraverso lo Stretto di Messina tra Scilla e Cariddi, scenario di straordinaria suggestione naturale e mitologica;
La figura della sirena Ligea, la cui morte viene collegata al territorio lametino, presso l’attuale fiume Bagni (antico Ocinaro), nel comune di Lamezia Terme.
Questi riferimenti non sono semplici suggestioni poetiche: sono asset strategici.
Il turismo legato al mito e alla narrazione identitaria genera da anni numeri importanti in Europa e nel mondo. Basti pensare al successo di destinazioni che hanno costruito la propria attrattività su un racconto: dai percorsi arturiani in Gran Bretagna ai cammini omerici nel Mediterraneo orientale, al Monte Olimpo in Grecia che Secondo la mitologia greca era la dimora degli dèi guidati da Zeus, oggi è una meta escursionistica iconica e simbolo universale del mito classico. Ricordiamo il Castello di Bran – Romania
Conosciuto come “Castello di Dracula”, è legato alla figura letteraria di Dracula, ispirata al principe Vlad l’Impalatore. Un luogo simbolo del mito dei vampiri e tanti altri esempi in ogni angolo del mondo.
I viaggiatori contemporanei non cercano solo luoghi, ma storie. Esperienze immersive. Emozioni radicate in un immaginario potente.
La Calabria possiede già tutto:
paesaggi incontaminati e scenografici;
un patrimonio storico-archeologico diffuso;
borghi identitari;
una cultura millenaria;
una collocazione geografica perfetta per il turismo lento, esperienziale e tematico.
Ciò che manca è una narrazione forte, unitaria, riconoscibile a livello internazionale.
Immagini, Presidente, una “Rotta di Ulisse” calabrese:
un itinerario integrato tra i due golfi, lo Stretto, i siti costieri, i borghi dell’entroterra;
un parco tematico diffuso del mito;
festival omerici internazionali;
installazioni artistiche permanenti;
un museo multimediale immersivo dedicato all’Odissea;
pacchetti turistici strutturati in collaborazione con tour operator culturali;
un brand regionale potente: Calabria, Terra del ritorno di Ulisse.
Il turismo culturale e identitario ha una permanenza media più lunga, una spesa pro capite superiore e una destagionalizzazione naturale. Potrebbe rappresentare una leva decisiva per:
valorizzare l’area centrale dell’istmo;
connettere costa e interno;
coinvolgere scuole, università e centri di ricerca;
attrarre fondi europei su cultura e innovazione territoriale;
rafforzare il senso di appartenenza dei calabresi.
Non si tratta di riscrivere la storia, ma di valorizzare una teoria autorevole e un patrimonio narrativo già radicato nella tradizione. Se altri territori hanno costruito sviluppo su leggende meno universalmente conosciute, perché la Calabria non dovrebbe farlo con il mito per eccellenza del Mediterraneo?
Ulisse rappresenta il viaggio.
La Calabria può diventare la sua approdo narrativo.
Presidente, la nostra terra ha bisogno di visione, coraggio e progettualità integrata. Ha bisogno di un grande racconto che la renda immediatamente riconoscibile nel mondo. Il mito è economia. Il mito è identità. Il mito è futuro.
Confido nella Sua sensibilità istituzionale e nella Sua capacità di guardare oltre l’ordinario. Lo ha già dimostrato in tante occasioni, per trasformare un’intuizione culturale in una strategia di sviluppo concreta e innovativa.
Con stima e passione per la nostra Calabria.


