Rifugi Climatici, Oasi Climatiche e “Angeli Custodi” per affrontare le ondate di calore
Le sempre più frequenti ondate di calore che interessano il nostro territorio impongono una riflessione nuova sul rapporto tra cambiamenti climatici, salute pubblica e resilienza delle comunità locali.
Negli ultimi giorni, attraverso una serie di interventi pubblici e una partecipata discussione sui social network, è emersa una proposta che merita attenzione da parte delle istituzioni, delle associazioni di volontariato, delle parrocchie e dell’intera cittadinanza.
L’idea è semplice: costruire una rete cittadina di “Rifugi Climatici” e “Oasi Climatiche”, capace di offrire sollievo e protezione alle persone più vulnerabili durante le giornate caratterizzate da temperature elevate.
Da un lato, potrebbero essere individuati luoghi pubblici e privati già esistenti – parrocchie, sale comunitarie, biblioteche, centri sociali, sedi associative – da rendere disponibili durante le fasi più critiche.
Dall’altro, il territorio lametino dispone di risorse naturali straordinarie che potrebbero essere valorizzate come vere e proprie “oasi climatiche”.
Una semplice verifica effettuata nelle scorse ore ha evidenziato, ad esempio, una significativa differenza di temperatura tra il centro urbano di Sambiase e località Caronte, favorita dalla presenza dei Boschi Mitoio e Difesa e dalla particolare conformazione della Valle del Fiume Bagni, che incanala le brezze marine e montane.
Caronte, insieme ad altri luoghi come Magolà, Bosco Casturi – Villella e Platania, potrebbe costituire il primo nucleo di una rete territoriale di luoghi naturalmente freschi, facilmente accessibili e particolarmente adatti ad accogliere anziani e persone fragili durante le giornate più calde.
Ma la riflessione non si ferma alle infrastrutture.
La Protezione Civile moderna si fonda innanzitutto sull’autoprotezione e sulla responsabilità individuale.
Per questo motivo è stata lanciata anche la proposta simbolica dell’“Angelo Custode”: ogni cittadino può scegliere di prendersi cura di una persona fragile del proprio quartiere, di un anziano che vive solo, di un vicino o di un conoscente particolarmente vulnerabile.
Una telefonata, una visita, una chiacchierata, la verifica che non manchino acqua e condizioni adeguate possono rappresentare gesti semplici ma di straordinaria importanza.
Le comunità più resilienti non sono soltanto quelle che dispongono di strutture e mezzi adeguati, ma quelle che sanno trasformare la solidarietà quotidiana in una concreta forma di protezione civile.
L’auspicio è che su questi temi possa aprirsi un confronto costruttivo tra Comune di Lamezia Terme, Protezione Civile, ASP, parrocchie, associazioni e cittadini, con l’obiettivo di sviluppare un modello innovativo di prevenzione e adattamento alle ondate di calore.
L’iniziativa “Lamezia Respira” intende aprire una fase di ascolto e confronto con istituzioni, associazioni, parrocchie, professionisti e cittadini interessati a contribuire alla costruzione di una rete locale di resilienza climatica.
Proteggere sé stessi, proteggere gli altri, rafforzare la comunità: questa è la prima e più importante forma di Protezione Civile.
fonte Francesco Antonio Fagà Disaster Manager di Protezione Civile

