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Policlinico universitario a Rende, Suriano: “l’Università Magna Graecia, perde terreno e attenzione”

Olinda_Suriano

“Premetto che quanto scrivo non è assolutamente contro Cosenza o Rende, che lavorano per dare risposte ai propri abitanti, al proprio territorio e a tutta la Calabria, ma credo sia legittimo avere delle perplessità. E così mi chiedo perché, mentre a Rende il sindaco Sandro Principe ed il governatore Roberto Occhiuto celebrano la nascita del policlinico ospedale universitario e si preoccupano solo della reazione di Cosenza che potrebbe restare ‘offesa’ dal fatto che la struttura nasca a Rende, nella parte centrale della Calabria si consuma un paradosso doloroso. Alla politica bisogna dire se ci sei, se esisti, batti un colpo! Una situazione imbarazzante che andrebbe risolta con coraggio, squarciando questo velo di silenzio, che sembra proprio omertà politica- dichiara la professoressa Olinda Suriano  candidata del Movimento 5 Stelle alle regionali dello scorso Ottobre.

“Ma dove sono finiti gli urlatori della campagna elettorale, tutti in fila e obbedienti al cospetto del presidente Occhiuto?– continua Suriano- è ormai chiaro che il modo di portare avanti la Calabria, da parte del presidente neo-rieletto, è quello di un uomo dal pugno di ferro, che non lascia molto spazio agli altri, ma almeno lui qualcosa la decide. Se ci si guarda intorno il quadro della maggioranza e dell’opposizione è desolante. C’è un silenzio totale sull’inerzia di chi amministra e guida la sanità a Catanzaro, un imbarazzante capo chino da parte di chi, eletto o meno, a Catanzaro, Vibo, Crotone e le loro province, fa politica e chiede consensi ai cittadini.

Ma cosa pensano di ottenere? Forse un posticino al sole che rimpingui i loro stipendi? Ma non pensano al danno terribile che stanno facendo ai territori. Questo vuol dire perdere senza dignità e Cosenza giustamente cresce, si consolida, ottiene investimenti e progetti concreti. Catanzaro, invece, vede sfumare il ruolo che i fondatori dell’Università “Magna Graecia” (istituita nel 1998) avevano immaginato: un centro di eccellenza, innovazione e formazione medica destinato a guidare la rinascita culturale e sanitaria del Mezzogiorno. Oggi, quella visione è lontana. La Magna Graecia, primo presidio accademico e scientifico per la sanità calabrese, appare una ‘cenerentola’ e priva di tutela. Invece, sarebbe scelta doverosa e lungimirante potenziare gli investimenti per le strutture già esistenti a Catanzaro, al fine di migliorare la dotazione strumentale e tecnologica del comparto sanitario dell’intera area centrale regionale.

L’università di Catanzaro pare avere un destino triste, non voluto certo da chi all’interno lavora ed impegna la propria professionalità, anche se viene mortificato e penalizzato da ‘gestioni interne ed esterne’ della cosa pubblica, sulle quali un ‘pensierone’ andrebbe fatto. Il percorso portato avanti da questa struttura sembra ingiusto per un Ateneo che avrebbe dovuto rappresentare il cuore della ricerca e della cura, non solo per Catanzaro, infatti dovrebbe essere punto di riferimento per l’intera Regione, con riferimenti importanti anche per le province di Vibo Valentia e Crotone.

 La creazione della “Dulbecco”, con l’accorpamento tra l’ospedale Pugliese e il polo di Germaneto, oggi appare a molti un’operazione di facciata: un gesto più politico che strategico. Oggi si intravede il rischio che dietro quel progetto si celasse la vera intenzione di ridisegnare — e forse ridimensionare — l’offerta universitaria sanitaria calabrese. Perché mentre a nord nascono strutture e opportunità, al centro cresce il vuoto? A Germaneto, si parla da anni di un ‘nuovo grande ospedale’, ma il tempo passa e i cantieri restano promesse. Le carenze infrastrutturali, la mancanza di collegamenti adeguati, la difficoltà che in questo settore caratterizzano la Calabria, fanno anche dei luoghi di cura posti difficili da raggiungere, soprattutto se sei solo, anziano o disabile, allora ci chiediamo quali percorsi bisognerà effettuare per curarsi? È una domanda che i cittadini dovrebbero porsi e la politica dovrebbe rispondere.

Valutando ciò che accade il silenzio è assordante e tutto procede secondo il volere e le necessità di pochi, mentre chi soffre è sempre il più debole. E mentre la politica tace, la Calabria centrale continua a perdere centralità, risorse e futuro. Non è accettabile che una regione già fragile si divida ancora tra chi cresce e chi viene dimenticato. La sanità e la formazione medica sono diritti, non privilegi. E l’Università Magna Graecia, con la sua storia e il suo potenziale, merita di essere rilanciata, non relegata all’irrilevanza.

Sarebbe auspicabile- conclude Olinda Suriano-  che questo grido di allarme fosse presto smentito dai fatti: con progetti concreti, investimenti veri, e una visione che restituisca al cuore della Calabria il ruolo che gli spetta.

Fino ad allora, resta solo l’indignazione di chi non vuole rassegnarsi”.

 

 

Fonte Prof. ssa Olinda Suriano, candidata alle elezioni regionali con il M5S

 

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