“Chi decide di fare politica e, soprattutto, di amministrare la cosa pubblica ha un primo dovere politico e morale: assumersi le proprie responsabilità, in particolare quelle legate al ruolo che si riveste”- dichiara Rosario Piccioni dalla segreteria del Pd Lamezia.
“Vanno in direzione nettamente contrarie- prosegue- le ultime dichiarazioni del sindaco Murone che, prima sulla stampa e poi addirittura in consiglio comunale, ha “scaricato” su dirigenti e dipendenti del Comune le tante criticità di dieci mesi di amministrazione sostanzialmente caratterizzati da immobilismo e da un’evidente incapacità anche nella gestione dell’ordinario.
Viene da domandarsi: chi ha “guidato” la nave negli ultimi dieci mesi se, parole del sindaco Murone, “se andiamo a fare una carta d’identità, sembra che stiamo andando a fare un intervento di cardiochirurgia”? Se davvero ci sono tante criticità, come mai in undici mesi di amministrazione l’impostazione dell’organizzazione comunale è rimasta pressoché identica a quella dell’amministrazione precedente?
È troppo facile giocare allo scaricabarile sui dipendenti comunali che, in questi anni, hanno dovuto far fronte a questioni estremamente complesse, dalla gestione dell’ordinario alla progettazione europea e al PNRR, con un personale ridotto al minimo e sicuramente inadeguato ad affrontare le urgenze di una grande città come Lamezia. E allora affermare che “gli uffici hanno rallentato l’attività. La macchina amministrativa, purtroppo, è quella che sta dando più problemi” è assai ingeneroso nei confronti delle tante professionalità e dei tanti dipendenti che ogni giorno lavorano con grande impegno ed abnegazione, a volte gettando anche il cuore oltre l’ostacolo. È noto a tutti che il problema principale della macchina amministrativa è la carenza di organico. Non altro. E tale inconfutabile elemento era noto a Murone anche nel momento in cui ha deciso di correre per la carica di primo cittadino.
Ciò che invece oggi è sotto gli occhi di tutti è l’assenza di visione e di programmazione dell’amministrazione Murone che ha come diretta conseguenza l’incapacità di dare risposte ai cittadini. Del resto, la rappresentazione plastica di tutto questo l’abbiamo avuta pochi giorni fa, con i tanto sbandierati open day per il rilascio della carta di identità annunciati in pompa magna dall’amministrazione comunale. Al di là di una stucchevole propaganda da parte degli esponenti della maggioranza, abbiamo visto file incredibili dalle prime ore del mattino e una situazione di totale disorganizzazione: scene certamente inaccettabili nella quarta città della Calabria e nel 2026. Ma di chi è la responsabilità? Certamente non dei dipendenti comunali, abbandonati a loro stessi, ma di chi dall’alto ha pensato solo ad un’operazione spot senza preoccuparsi di altro e scaricando tutto sugli uffici. E che dire poi dei tirocinanti di inclusione sociale del nostro Comune, bombardati da annunci nell’ultima campagna elettorale e oggi alle prese con incertezza e precarietà nonostante il grande lavoro che da anni portano avanti ogni giorno per il nostro Comune?
Non c’è scaricabarile che tenga. L’anello mancante è l’amministrazione Murone- conclude Piccioni- che dopo quasi undici mesi alla guida della città non può continuare a piagnucolare per fantomatiche responsabilità degli altri: oggi degli uffici, domani dei dirigenti, dopodomani della carta sempre buona della burocrazia tirata fuori puntualmente quando non si riesce a dare risposte ai cittadini o quando non si possono dare le risposte che si è promesso. Dopo un anno il tempo è scaduto. Murone si assuma le sue responsabilità e non usi come capro espiatorio dipendenti e professionalità del Comune ai quali va solo la gratitudine della città”.
Fonte Rosario Piccioni, segreteria PD Lamezia Terme

