Nei giorni scorsi Sergio Dragone ha lanciato l’appello alla Sacal (La società di gestione degli aeroporti calabresi) affinchè venisse “ritrovato” e valorizzato per come merita l”Ikarus” del maestro Mimmo Rotella che venne acquisito proprio dalla società nel 1998 e di cui si erano “perse le tracce“. Al suo posto, quello individuato all’atto dell’acquisto, un tabellone pubblicitario. “In sintesi- stigmatizza Dragone – l’Ikarus è stato sottratto alla visione delle migliaia di passeggeri – moltissimi stranieri in estate- che ogni mese transitano per il terminal. Per Sacal, un Rotella vale meno di un pannello pubblicitario“.
“Fortunatamente“, è di queste ore la notizia che l’opera è stata “ritrovata“. Si trova collocata in un anonimo corridoio della palazzina degli uffici della Sacal dove al massimo potranno vederla gli impiegati.
L”Ikarus”, è una grande sovrapittura su lamiera realizzata dal maestro Rotella sulla fine degli anni Novanta ed è considerata una delle sue più belle opere “pubbliche”. L’opera rotelliana – ha ricordato Dragone -. ha suscitato l’ammirazione dei tantissimi personaggi che sono transitati da Lamezia Terme. Mascitti ricorda che anche Massim D’Alema, conquistato dalla forza dell’opera, ne volle una riproduzione fotografica per la sua barca a vela che si chiamava appunto Ikarus.
Nel ventennale della morte del Maestro (che ricorre a gennaio prossimo) Sergio Dragone lancia una proposta:. “Poiché il Comune di Catanzaro, oltre che essere fondatore di Sacal, detiene una piccola quota azionaria della società aeroportuale, si potrebbe dire che Ikarus è anche un po’ nostro. Non dovrebbe essere difficile, visto la scarsa considerazione che il management di Sacal ha del Maestro, ottenere il “prestito” dell’opera per un anno, il 2026 che è un anno “rotelliano”. Poi Sacal, che sembra prediligere i cartelloni pubblicitari all’arte, potrà decidere se lasciarlo in comodato al Comune di Catanzaro oppure sistemarlo dignitosamente nel terminal, là dove era stato collocato nel 1998″..
Infine – evidenzia Dragone – “l’Ikarus, a quanto si è potuto apprendere, non è la sola opera d’arte “nascosta” dalla Sacal. Dovrebbero esserci due opere del famoso pittore impressionista Franco Azzinnari e – si dice – alcune sculture. Tutte finite in un magazzino”.




