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Omicidio Bruno Di Cello, Corte Assise: niente rito abbreviato per il padre Francesco

Francesco-Bruno-Di Cello

E’ entrato nelle fasi cruciali presso la Corte di Assise di Catanzaro, il processo per l’omicidio di Bruno Di Cello, il trentenne ucciso dal padre Francesco, lo scorso 2 maggio in località ‘Marinella’.

​Il fulcro dell’ultima seduta è stato lo scioglimento della riserva sulla questione di legittimità costituzionale sollevata dai legali della difesa, gli avvocati Giuseppe Spinelli e Renzo Andricciola. La difesa mirava a ottenere per l’imputato l’ammissione al rito abbreviato, un procedimento speciale che consente lo sconto di un terzo della pena. ​Tuttavia, la Corte ha letto in aula l’ordinanza con cui ha rigettato l’eccezione, confermando l’orientamento legislativo attuale che preclude il rito abbreviato per i reati punibili con l’ergastolo. Il processo proseguirà nelle forme del rito ordinario.

La Corte ha proceduto all’acquisizione di tutte le dichiarazioni già rese durante la fase delle indagini preliminari. Il movente dell’omicidio sarebbe da ricercare in esasperati dissidi familiari.

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