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“Non tre città. Una sola: Lamezia.”…di Francesco Grandinetti*

F.Grandinetti
In questi giorni sento riemergere qualcosa che mi rattrista profondamente: un ritorno al campanilismo, a quelle vecchie divisioni tra nicastresi, sambiasini e abitanti di Sant’Eufemia. Lo capisco, perché quelle identità fanno parte della nostra storia, dei nostri affetti, dei nostri ricordi. Ma quando diventano contrapposizione, smettono di essere radici e diventano ferite. Noi, oggi, siamo una cosa sola: siamo lametini. Lo siamo quando attraversiamo Corso Numistrano, quando passiamo dalla stazione all’aeroporto, quando accompagniamo i figli a scuola in Piazza 5 Dicembre, quando lavoriamo, soffriamo, speriamo in questa città.
Lamezia è la nostra casa comune, il luogo dove si intrecciano le vite di tutti noi, indipendentemente da dove siamo nati. Dividersi significa dimenticare quanto siamo forti insieme. Lamezia non è una città qualunque: è una terra di lavoro, di dignità, di intelligenze, di storia, di persone che non si arrendono.
Ma una città che litiga con sé stessa diventa fragile, perde voce, perde peso, perde futuro. E mentre noi discutiamo su chi viene da dove, altri decidono al posto nostro. È vero, l’unione dei tre comuni non è stata vissuta allo stesso modo da tutti. C’è chi l’ha accolta con speranza e chi con amarezza. Ma oggi quella scelta è diventata realtà, e quella realtà ha un nome che ci appartiene: Lamezia Terme. Non è un compromesso, è una possibilità. La possibilità di essere più grandi dei nostri confini, più forti delle nostre paure.
Essere lametini deve tornare a essere un motivo di orgoglio. Orgoglio di una città che può contare su un aeroporto internazionale, su centri storici straordinari, su una posizione strategica, su una comunità viva.
Orgoglio di un luogo che può essere protagonista e non periferia, se solo smette di farsi la guerra al proprio interno e spinge chi governa a difenderla senza barriere e senza genuflessioni.
Fermiamoci adesso.
Prima che le differenze diventino muri, prima che le antipatie diventino rancori. Guardiamoci negli occhi e ricordiamoci che, prima di tutto, condividiamo lo stesso cielo, le stesse strade, gli stessi sogni per i nostri figli. Lamezia non ha bisogno di essere divisa.
Ha bisogno di essere amata, difesa, costruita insieme.
E questo possiamo farlo solo in un modo: sentendoci, finalmente e con fierezza, tutti lametini.
Mi raccomando.
*Francesco Grandinetti
Presidente L.A.M.E.T.I.A enonsolo

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