Altro che rispettare il target nazionale previsto dalle specifiche linee guida. In Calabria nessuna Azienda sanitaria rispetta i 18 minuti calcolati dalla chiamata all’arrivo dell’ambulanza. Il tempo è sempre un fattore determinante in sanità, ma probabilmente in nessun ambito è centrale come quando si tratta di soccorrere qualcuno in ambulanza.
Non manca da questo elenco negativo l’Asp di Catanzaro con una media di mezz’ora, così come le altre aziende della Calabria con l’eccezione, ancora più negativa, dell’Asp di Vibo Valentia che è la “maglia nera” d’Italia con una media drammatica, di 35 minuti..
Su tutte le 110 aziende sanitarie italiane ben 41 hanno tempi superiori i 20 minuti di attesa per un’ambulanza. Le Asl con i tempi migliori sono quella Giuliano Isontina (Trieste e Gorizia), con 12 minuti, seguita da Piacenza, Chiavari, Reggio Emilia, Parma, Genova, con 13 minuti. Non va meglio nemmeno a Roma, in Umbria, a Grosseto, posti dove può capitare di aspettare oltre 20 minuti. Comunque troppo.
“Considerata l’importanza di garantire risposte ed interventi tempestivi, adeguati, ottimali a tutte le richieste sanitarie del cittadino che rivestono carattere di emergenza-urgenza, la valutazione del tempo di risposta è una variabile significativa per descrivere l’efficienza di un sistema di emergenza sanitaria territoriale”, spiega Agenas, l’Agenzia sanitaria nazionale delle Regioni che ha raccolto i dati sulle performance di aziende sanitarie e ospedaliere in vari settori.




