Il “traditore” o i “traditori” hanno colpito ancora. Nuovo audio del sindaco di Lamezia Terme Mario Murone rubato e diffuso. “Se volete vi riconsegno la striscia (la fascia tricolore, ndc), così mi fate un favore”, è questo che si sente e che sarebbe stato dichiarato ad ottobre scorso, presumibilmente (ma non ne abbiamo la certezza), durante un incontro con esponenti della maggioranza.
Il tenore delle parole è inequivocabile e, anche se estrapolate sicuramente da un ragionamento più articolato, fanno intendere il disagio del primo cittadino di fronte alle “asperità” del mandato istituzionale e di quello più strettamente legato ai rapporti politici all’interno del centrodestra.
“Chi ha interesse, oggi, a far emergere questi audio? Se è vero che la registrazione risale a ottobre, o anche a prima, qualcuno dovrebbe spiegare perché sia stata tirata fuori proprio ieri” ha dichiarato Murone al collega Giorgio Curcio.
Domanda più che lecita. Che chiunque al posto del sindaco si sarebbe posto. Una simile questione, però, solo lo stesso Murone può chiarirla. Anzi ha il dovere di chiarire, visto che nella stessa conversazione con il giornalista del “Corriere della Calabria” rilancia: “Ho parlato di gruppi di potere? Comincio a credere che sia così: gruppi che hanno legami con la gestione amministrativa del Comune e che vogliono condizionare il sindaco. Io rispondo solo ai cittadini e non mi faccio intimidire da nessuno. Anzi, che vengano fuori tutte le registrazioni, così i cittadini potranno valutare la serietà e la trasparenza di questa amministrazione”.
Sono parole pesanti che, di certo, il sindaco, da riconosciuto ed apprezzato operatore del diritto, avrà “pesato” e valutato per il loro preciso e grave significato. Se il sindaco della città ipotizza (e a questo punto tutti dobbiamo ritenere che ne abbia un qualche motivo) che ci siano gruppi di potere che vogliono condizionarne ruolo e lavoro istituzionale deve essere conseguenziale. Se ha sospetti conosce bene in quali uffici può recarsi (o forse lo ha già fatto?) per dimostrare che nessuno lo può “intimidire“. Così come comprenderà bene che dal punto di vista politico e amministrativo l’immagine della maggioranza che lo sostiene ne esce “brutalmente” delegittimata nell’azione di governo.
Prima l’audio rubato dalla chat (…straccioni…) della giunta comunale, poi quello in cui si ammette di considerare un favore personale la “dismissione” della fascia tricolore, adesso in tanti si aspettano qualche altro scampolo “imbarazzante” di conversazioni del sindaco. E’ possibile che una città complicata, difficile, delicata, dal potenziale inespresso come Lamezia Terme debba diventare palcoscenico di “complotti” orditi per un “tornaconto” personale o di gruppi che nulla hanno a che fare con l’interesse pubblico? Lamezia non lo merita.




