News

“Medici e operatori della salute: il coraggio della passione”

donne-medico-medium

Cari amici, l’ultima domenica prima di Pasqua racconta l’ingresso di Cristo nella Città Santa, consapevole di tutto ciò che avrebbe dovuto affrontare: falsità, dolore, tristezza, morte. Tutti sentimenti che quotidianamente affrontate tutti voi dal momento in cui, subito dopo aver timbrato, indossate il camice, segno di separazione e allo stesso modo di unione ai drammi di tutti coloro i quali affideranno sé stessi alle vostre mani.

 

 

Le vostre, tuttavia, non sono mai solo mani. Sono emozioni, sentimenti, istinti. Ragione che spesse volte urta con la realtà che, chi vi trovate di fronte, spesse volte vorrebbe raccontata. È cosi che le vostre mani diventano allora anche orecchie, labbra. Pronti ad ascoltare e parlare nonostante la voglia sia quella di non farlo.

 

 

 

“Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Ci ricorda l’evangelista Matteo. L’identificazione di Cristo con l’indigente è uno degli aspetti più alti e nuovi del messaggio evangelico. Incarnandosi, infatti, il Figlio di Dio “da ricco che era si è fatto povero”. Ed è venuto per servire, non per essere servito: ha guarito i malati, ha sollevato i sofferenti, è stato con gli emarginati, non certo per qualche loro pregio morale o spirituale, ma per amore. La sua carità era aperta indistintamente a tutti, ma egli prediligeva chi ne aveva più urgenza.

 

 

 

Grazie a tutti voi che, nel quotidiano, come Sacro Rituale, rendete vivi questi atteggiamenti e consigli evangelici. Grazie perché senza pensarci due volte come il cireneo prendete le croci dei più fragili. Grazie perché nel vostro silenzio ci dimostrate la bellezza del rialzarsi e del ricominciare.

 

 

Questo messaggio di gratitudine vorrei poi rivolgerlo a tutte le categorie di lavoratori che non conoscono riposi festivi e notturni.

 

 

La grazia del Signore e la mia personale gratitudine vi accompagnino sempre.

Dal profondo del cuore, auguri!

 

 

Don Francesco Farina, direttore diocesano Ufficio di Pastorale della Salute

Correlati

Condividi su:

Facebook
WhatsApp
Email
Threads