“Sono alquanto sorpreso che, su una mia interrogazione indirizzata al Sindaco riguardante la programmazione degli interventi di manutenzione e del verde pubblico, abbia deciso di intervenire pubblicamente il consigliere comunale della Lega, Cristiano, quasi fosse il portavoce dell’Assessore D’Amico e del Sindaco stesso”.
Così il consigliere comunale Gennarino Masi commenta le dichiarazioni apparse sulla stampa, giudicando “singolari” sia le modalità che i contenuti dell’intervento.
Masi sottolinea che, secondo il Regolamento del Consiglio Comunale, alle interrogazioni è tenuto a rispondere il Sindaco, e la discussione deve avvenire in aula consiliare. “A meno che – ironizza – il Sindaco non sia diventato ‘prigioniero politico’ di una maggioranza con il fiato sospeso”.
Il consigliere richiama inoltre il Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), ricordando come esso distingua chiaramente gli organi di indirizzo politico da quelli gestionali, in linea con i principi della riforma Bassanini: “Il primo esercita l’indirizzo politico attraverso deliberazioni di Giunta o di Consiglio, mentre il secondo dà esecuzione tramite determine. Confondere i piani significa non conoscere le regole basilari della pubblica amministrazione”.
Sul piano politico, Masi non risparmia critiche: “La replica del consigliere Cristiano conferma come Lamezia sia diventata un grande laboratorio, non di idee, ma di propaganda spicciola. A cinque mesi dall’insediamento, questa amministrazione, a parte qualche buca tappata a favore di telecamere, non ha fatto nulla. Non ha mosso un dito”.
Secondo Masi, programmare gli interventi e definire le priorità significa “avere una visione della città”, cosa che – a suo dire – “il consigliere della Lega dimostra di non avere. Significa alzare lo sguardo, non fermarsi a guardare il dito quando si indica la luna”.
Il consigliere conclude annunciando di voler attendere la risposta ufficiale del Sindaco in Consiglio comunale, “per capire se confermerà la posizione del consigliere Cristiano – secondo il quale nel Comune di Lamezia Terme non si adottano più atti amministrativi – oppure se dimostrerà, carte alla mano, che tali atti sono espressione di normale legalità e pianificazione, nel rispetto del principio di uguaglianza e senza preferenze di luoghi o persone”.
Fonte Gennarino Masi



