Domenico Marchio lavora come autista di autobus dal 1991. Trasporta persone, chilometri di asfalto e notti in piedi. Ma ora, a 62 anni, scopre che l’INPS non gli riconosce 14 anni di contributi come lavoro usurante.
Secondo l’ente, quei contributi risultano come lavoro generico, nonostante certificati e documenti consegnati da anni.
Ecco le sue parole:
“Ho subito un gravissimo torto da parte dell’INPS: io faccio questo lavoro dal 1991, ma ancora oggi, per il periodo che va dal 1991 al 2003, mi ritrovo con dei contributi non corretti.
Praticamente, risulto come un lavoratore dipendente generico, mentre nel mio settore i contributi giusti sono quelli da autofilotranviere.
La differenza è enorme: come autofilotranviere ho diritto al beneficio del lavoro usurante.
Significa che posso andare in pensione a 62 anni. Invece, così com’è ora, dovrò aspettare i 67 anni.
Sono anni che provo a risolvere questo problema con l’INPS di Lamezia Terme. Mi hanno chiesto una marea di certificati, praticamente l’impossibile. Bene: quell’impossibile l’ho portato. Ho certificato tutto. Io, Marchio Domenico, dal 7 gennaio 1991 a oggi ho sempre fatto l’autista.
E loro? Dopo anni di tira e molla, avanti e indietro per queste certificazioni, mi hanno detto: “No. Mi dispiace, non si può fare nulla.”
Ora mi ritroverò, quando andrò in pensione, a percepire quasi una pensione minima, dopo 41 anni di lavoro. E tutto questo per colpa dell’INPS di Lamezia.
È vergognoso. E io non ci sto.»




