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Lettera aperta di Cesare Perri: garantire il diritto alle cure ai più poveri

cesareee peerri

Questa lettera aperta, firmata da Cesare Perri, chiede alla Regione Calabria di destinare una parte delle risorse del “Piano regionale contro la povertà 2024–2026” al rimborso delle spese di viaggio e residenzialità dei pazienti più poveri, spesso costretti a curarsi fuori regione. Un appello nato di fronte all’aumento delle rinunce alle cure e alle difficoltà di accesso ai servizi essenziali.

Pubblichiamo integralmente il testo della lettera:

“Destinare agli ambiti territoriali una quota delle risorse del  “Piano regionale degli interventi e dei servizi di contrasto alla povertà 2024–2026”, per rimborsare le spese di viaggio e per la residenzialità a quelle persone con gravi patologie  e che, per uno stato di assoluta povertà, non sono in grado di accedere alle cure, specie quando esse non sono neppure garantite in Calabria ed è indispensabile recarsi fuori regione.

Dal Rapporto Gimbe emerge che quasi  200 mila calabresi hanno rinunciato alle cure nel 2024.
La Giunta della Regione Calabria ha recentemente adottato  il “Piano regionale degli interventi e dei servizi di contrasto alla povertà 2024–2026”, predisposto in conformità al decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 2 aprile 2025, Esso per la sua attuazione  può contare su 79.076.318,85 euro.
Il suddetto documento validato dal Tavolo tecnico consultivo per il contrasto alla povertà e dal Tavolo regionale della Rete della protezione e dell’inclusione sociale  offre agli Ambiti territoriali sociali indirizzi chiari per garantire i livelli essenziali delle prestazioni sociali su tutta la Calabria, consentendo  di «consolidare i servizi essenziali, potenziare gli Ambiti sociali e mettere in campo interventi strutturali e continuativi di inclusione e di contrasto alle disuguaglianze».
Rilevato   che uno degli aspetti più drammatici delle ‘povertà’ è la mancanza di risorse per accedere alle cure sanitarie e perfino a quelle previste dai livelli essenziali di assistenza e che, in molti casi, i calabresi sono costretti a richiedere prestazioni specialistiche ed ospedaliere fuori dalla regione e che, in tal caso, esse non sono praticabili proprio per gli elevati costi (spese di viaggio e residenziali)  con questa LETTERA APERTA  si sottopone alla vostra attenzione di valutare in sinergia politica l’opportunità di un sostegno a queste specifiche situazioni di povertà, specie quando ad essere messa in rischio è la  vita stessa.
Con l’obiettivo di ridurle, una parte delle risorse possono essere legittimamene essere messe a disposizione degli   ambiti territoriali per rimborsare le spese di viaggio e residenziali a quei pazienti  (con un familiare accompagnatore) che rientrino in specifici e individuabili parametri relativi al reddito e alla gravità delle stato clinico.”

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