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L’Associazione Costa dei Feaci dice no alla Giornata del “Risu d’azata” a Lamezia

PanoramaLamezia (1)

L’Associazione Costa dei Feaci esprime netta contrarietà e ferma opposizione all’iniziativa promossa dalla Pro Loco di Lamezia Terme e dal suo presidente Caputo, volta a istituire la cosiddetta “Giornata Mondiale del Risu d’azata”. Un’operazione che appare priva di fondamenta storiche, agronomiche e strategiche.

L’Associazione solleva seri dubbi sulla genesi di tale proposta. Non risulta, infatti, che gli ingredienti del “Risu d’azata” affondino le proprie radici nella storia dell’agricoltura del Lametino. Sebbene la valorizzazione di un piatto sia sempre legittima, l’istituzione di una “Giornata Mondiale” richiede un legame viscerale con le produzioni e la cultura del luogo, legame che in questo caso risulta del tutto assente.

Nemmeno piatti iconici e globalmente riconosciuti come la cotoletta alla milanese o la lasagna alla bolognese godono di una “giornata mondiale” istituita dai rispettivi comuni. Elevare il “Risu d’azata” a tale rango appare pertanto come un’iniziativa sproporzionata e fuori contesto.

Il piatto in questione, legato alla tradizione del consumo calorico precedente l’astinenza quaresimale, appartiene semmai al patrimonio della Chiesa Cattolica e non specificamente all’identità territoriale di Lamezia Terme.

Il lavoro da fare è tanto e richiede serietà. L’Associazione Costa dei Feaci esorta la Commissione preposta a non dare seguito a un’iniziativa che rischia di ridicolizzare il marketing territoriale lametino, invitando invece la Pro Loco a farsi promotrice di progetti capaci di valorizzare l’agroalimentare autentico e le bellezze paesaggistiche del comprensorio.

Il tempo dell’improvvisazione e delle iniziative estemporanee è scaduto. L’Associazione Costa dei Feaci ribadisce che la promozione di un territorio non può basarsi su “scatole vuote” o sulla suggestione di un tramonto — asset universale e non esclusivo — ma deve fondarsi su un Piano di Marketing Territoriale scientifico e identitario.

Lamezia Terme possiede i numeri, una storia millenaria e rilevanti eccellenze agronomiche per competere nei circuiti turistici internazionali. Tuttavia, affinché questo avvenga, è necessaria una cabina di regia in grado di trasformare il patrimonio latente in un prodotto turistico realmente spendibile. Non possiamo più permettere che la nostra città venga percepita esclusivamente come un “casello autostradale” o un mero snodo logistico.

L’Associazione invita ufficialmente l’Amministrazione Comunale e gli enti di promozione a:

  • abbandonare la logica degli eventi spot, come l’infondata “Giornata Mondiale del Risu d’azata”;

  • convocare immediatamente tavoli tecnici con associazioni ed esperti di settore;

  • costruire la visione “Lamezia 2026”, definendo una calendarizzazione strategica capace di rendere il territorio una meta di viaggio consapevole e redditizia.

“Il nostro patrimonio storico e paesaggistico appartiene solo a noi: è ora di smettere di fotografarlo e iniziare a valorizzarlo secondo logiche di mercato moderne e sostenibili.”

 

Ufficio Stampa Associazione Costa dei Feaci

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