Il patrimonio storico e culturale di Lamezia Terme fa un balzo nel futuro e sposa la transizione digitale. Davanti ai principali monumenti della città, il prossimo Giugno, compariranno dei QR Code che rivoluzioneranno l’esperienza dei visitatori: basta un semplice “click” con lo smartphone per attivare video-guide bilingue (italiano e inglese) capaci di narrare la storia del luogo.
Dietro questa innovazione c’è la visione di Mariano Cimino, professionista lametino da sempre impegnato nella valorizzazione del territorio. Laureato in Scienze Turistiche, Manager di Turismo Esperienziale e Tecnico Superiore di Metaverso 4.0 nel turismo, Cimino unisce le competenze di accogliente – essendo titolare di una struttura ricettiva locale – a quelle di editore, avendo già firmato nel 2024 la prima guida turistica ufficiale della città. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare questa scommessa, che si scontra però con il silenzio delle istituzioni.
Dott. Cimino, dopo la guida del 2024, oggi Lamezia fa un ulteriore passo verso il turismo digitale. Come nasce l’idea dei QR Code davanti ai monumenti? «Nasce da un’esigenza concreta che riscontro ogni giorno accogliendo i turisti nella mia struttura ricettiva. Chi arriva a Lamezia spesso non conosce la profondità della nostra storia. Dopo aver tracciato una mappa con la guida cartacea e digitale, ho capito che bisognava portare l’informazione direttamente sul posto. Il QR Code è il ponte perfetto: immediato e accessibile a tutti, senza bisogno di app pesanti. Il tutto è totalmente a spese bassissime e gratuito».
Nel suo curriculum spiccano titoli come “Manager di Turismo Esperienziale” e “Tecnico di Metaverso 4.0”. In che modo queste competenze hanno plasmato il progetto? «Il turismo oggi non è più solo “vedere”, ma “vivere” un luogo. Come Manager di Turismo Esperienziale so che lo storytelling è fondamentale per lasciare un ricordo indelebile. La specializzazione nel Metaverso 4.0 mi ha fornito gli strumenti tecnici per arricchire la realtà fisica con contenuti digitali. È la tecnologia messa al servizio della pietra e del territorio».
Cosa succede concretamente quando si inquadra il codice, ad esempio davanti alla statua di Federico II? È un servizio rivolto solo ai forestieri? «Inquadrando il codice QR “Sempre più Lamezia”, lo smartphone diventa una guida multimediale. Parte un video immersivo con audio in italiano e inglese che svela i segreti del luogo. Ma attenzione: non è un progetto pensato solo per i turisti. Invito fortemente gli stessi lametini a scansionare i QR code in giro per la città. Spesso diamo per scontata la bellezza che abbiamo sotto casa, ed è un’occasione unica per riscoprire le nostre stesse radici e i posti della nostra città. Si può comunque trovare la pagina di “Sempre più Lamezia” su instagram e scorrere gli interessanti post che raccontano le curiosità della nostra città».
Un progetto ambizioso e concreto, nato però dall’iniziativa privata. Qual è il ruolo delle istituzioni locali in tutto questo? «Qui tocchiamo un tasto dolente. Fin dal suo insediamento, questa amministrazione è rimasta in un silenzio assordante. Non ha mai prestato ascolto a quello che hanno da proporre cittadini, esercenti e imprenditori che, come me, vogliono credere e investire in progetti di rilancio. Le istituzioni sembrano distanti anni luce dalle reali potenzialità di Lamezia Terme».
Cosa chiede, quindi, alla giunta comunale per il futuro del comparto turistico? «L’amministrazione deve prendere in mano la situazione una volta per tutte, ma deve farlo schierando figure di rilievo e, soprattutto, esperte. Siamo stanchi dell’improvvisazione. La guida turistica, ad esempio, non la può fare chiunque: bisogna superare un esame di abilitazione nazionale indetto periodicamente dal Ministero del Turismo e di avere un patentino. Non ci si può inventare esperti di turismo dalla sera alla mattina per compiacere qualche logica interna. Bisogna assumere o lavorare fianco a fianco con chi è un vero professionista del settore se vogliamo sperare di rilanciare questa città. Faccio un appello diretto: siamo ancora in tempo per modificare e strutturare seriamente il piano turistico per il 2027».
Fonte Mariano Cimino Manager di Turismo Esperienziale





