Entusiasmo, freschezza e un autentico via vai di appassionati, curiosi, amici. Questa l’istantanea che può riassumere in nuce il vernissage di «Golden Hour» mostra dell’artista Marco Barberio, noto al grande pubblico anche con lo pseudonimo “Moz”, all’interno della galleria “Filice Art” a Lamezia Terme, aperta dal 19 giugno fino al 4 luglio prossimo. Una ennesima dimostrazione d’affetto e stima nei confronti dell’Urban Artist che ha acquisito nel tempo uno spessore internazionale, esponendo le sue opere in vari paesi del mondo.
Paesaggi urbani, soprattutto made in U.S.A., fotografati dallo stesso Barberio che poi, come dichiarato ad alcuni giornalisti presenti, ha spiegato: “ho applicato l’effetto unico della luce che, al tramonto, avvolge i palazzi e le strade affollate, dando loro quel fuoco, quella energia che solo l’”ora d’oro” sa dare”.
E Marco Barberio questa luce l’ha fatta propria e ne ha fatto un vero e proprio stile; quel Sampled Realism che crea vuoti visivi che lo spettatore può colmare in una sorta di complicità artistica estremamente stimolante. Nella sua tecnica ci sono effetti che richiamano la musica digitale, ma anche il cinema e la nostra realtà contemporanea, dove anche ciò che appare realistico può essere frammentario.
Colpiscono al cuore i dipinti di Barberio, anche quelli che riguardano l’altra faccia della mostra, ovvero il mare. I fondali delle coste della sua Calabria, trasversalmente fissate su tela sia Tirreno che Ionio, che vibrano tra spruzzi e schiuma di onde e pietre levigate dal moto perpetuo della vita.
Grazie ai fratelli Filice, che dell’arte della corniceria di design ne hanno tratto una vera passione, Barberio ha iniziato un nuovo percorso. “Mi sono letteralmente tuffato nel mare magnum di questo elemento di arredamento che, contrariamente a quanto pensavo fino a poco tempo fa, dà al quadro una nuova dimensione e lo completa per entrare a pieno titolo nelle stanze di chi lo ha apprezzato, acquistandolo per regalargli lo spazio che merita nella propria intima quotidianità”.
In occasione dell’allestimento della sua Personale, Moz, ha vissuto anche una prima assoluta che ben hanno spiegato Andrea e Fabio Filice. “Si tratta dei multipli d’arte, ovvero alcune litografie che Marco (Barberio ndr) non aveva ancora sperimentato. Sono stati scelti 5 soggetti insieme all’artista che, con la tecnica della Finart sono stati riprodotti al fine di esaltare i cromatismi e la profondità delle opere. Il risultato è stato così sorprendente, da lasciare sbigottito lo stesso Moz, costretto (ride) a dire che i multipli erano quasi meglio degli originali”.
Da sottolineare, come si accennava all’inizio, il grande afflusso di visitatori che hanno voluto salutare e complimentarsi con Barberio e fra questi anche il Maestro, pittore e scultore lametino, Maurizio Carnevali con cui Filice Art aveva inaugurato il nuovo filone delle mostre all’interno dello spazio di via Colombo a Lamezia Terme.







