Con le ipotesi di accusa di associazione mafiosa caratterizzata da usura, estorsioni, intestazione fittizia di beni e detenzione armi, la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha chiuso nuovamente il cerchio sulla cosca Iannazzo di Lamezia Terme. Sono 11 le persone raggiunte dal provvedimento di chiusura delle indagini e legate, a vario titolo e con varie responsabilità, all’organizzazione ‘ndranghetista.
Al centro dell’indagine della Dda quella che è stata considerata l’evoluzione della cosca lametina dopo l’imponente operazione “Andromeda” sferrata nel maggio 2015 contro la storica articolazione Iannazzo-Cannizzaro-Daponte. Secondo la tesi accusatoria proprio quel vuoto di potere avrebbe innescato una rapida riorganizzazione interna, con l’emersione di nuove figure e il rafforzamento di ruoli già esistenti in un’ottica caratterizzata da una strategia precisa.
Sarebbe, infatti, stata ricostruire la catena di comando e garantita la continuità operativa della cosca, con l’avvicendarsi di alcuni soggetti in ruoli chiave nella gestione delle attività criminose, organizzative e di “sostentamento” economico della cosca..




