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Lamezia, da domani avvio degli incontri per progetto “Un posto Sicuro”

Un Posto Sicuro

Nell’ambito del progetto regionale ‘Un Posto Sicuro‘, da domani 26 febbraio la Comunità Progetto Sud, avvia un ciclo di incontri per condividere e costruire uno spazio di ascolto con genitori, educatori e tutte quelle figure che sono coinvolte nella crescita, nell’educazione emotiva e comunicativa degli adolescenti.

Gli incontri, a cui è possibile partecipare gratuitamentesi svolgeranno il 26 febbraio, il 27 marzo, il 17 aprile e il 22 maggio, nella sala del Chiostro Caffè Letterario di Lamezia Terme dalle 18 alle 20. Quattro sessioni guidate dalle psicologhe psicoterapeute: Debora Cianfalone, Mariannina Amato, Vittoria Curcio, Masha Russo e dall’educatrice Roberta Cretella.

Un Posto Sicuro è un progetto sostenuto da CON I Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e coinvolge una partnership progettuale pubblico-privata con capofila Associazione Comunità Progetto Sud che si raccorda sul territorio calabrese con una rete associativa ampia. A Cosenza la Cooperativa Sociale Strade di Casa, la Cooperativa Sociale Noemi a Crotone e la Cooperativa Res Omnia a Reggio Calabria. Le ASP di Crotone, Catanzaro e Cosenza e i Comuni delle stesse città con almeno una Scuola di istruzione superiore per ogni territorio. L’accademia, con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e l’Unical che svolgono, all’interno del progetto, azioni di ricerca e formazione.

“Su ogni territorio, insieme alle associazioni partner, abbiamo lavorato per costruire veri e propri “Posti sicuri” – afferma Maria Elena Godino, coordinatrice del progetto Un Posto Sicuro. I “Posti sicuri” sono spazi accoglienti e protetti, nei quali gli adolescenti possano sentirsi ascoltati e valorizzati, attraverso la promozione di attività educative, ricreative e di gruppo capaci di rafforzare il loro benessere psicologico”.

Crediamo che una rete coesa, competente e consapevole possa accompagnare gli adolescenti nel loro percorso di crescita, offrendo ascolto, strumenti e punti di riferimento solidi in una fase delicata come quella dell’adolescenza. Il partenariato ampio ci permette di mettere in dialogo esperienze e approcci differenti, costruendo risposte condivise e generative per il benessere dei giovani e dell’intera comunità”– conclude Maria Elena Godino .

 

 

 

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