Scrivo da cittadina di Lamezia Terme, residente nell’area tra l’ospedale e il quartiere Capizzaglie, dopo aver trovato la mia abitazione messa a soqquadro da ladri entrati durante la notte, mentre con la mia famiglia trascorrevo qualche giorno al mare. Chi entra in una casa non porta via soltanto oggetti. Viola uno spazio intimo, la sicurezza e la tranquillità di chi vi abita. Tornare e trovare estranei passati tra le proprie stanze e le proprie cose lascia un senso di vulnerabilità difficile da cancellare.
Racconto quanto mi è accaduto anche perché si avvicina Ferragosto e molte famiglie lasceranno le proprie abitazioni per qualche giorno. Il mio è quindi un invito alla prudenza: controlliamo bene porte e finestre, evitiamo di rendere evidente la nostra assenza e, quando possibile, avvisiamo un vicino o una persona di fiducia, chiedendo di prestare attenzione a movimenti insoliti.
Ma la sicurezza non può dipendere soltanto dalle precauzioni dei cittadini. È importante rafforzare la prevenzione e il controllo del territorio, soprattutto nei periodi in cui molte abitazioni restano vuote. Le forze dell’ordine devono essere messe nelle condizioni di svolgere al meglio il loro lavoro, con uomini, mezzi e strumenti adeguati.
Credo inoltre che anche il sistema legislativo e giudiziario debba garantire risposte efficaci. Quando le responsabilità vengono accertate, devono esserci conseguenze concrete e pene adeguate alla gravità dei reati commessi.
Non è un appello alla vendetta, ma alla certezza del diritto e della pena. I cittadini devono poter avere fiducia nel fatto che chi viola una casa e la sicurezza di una famiglia sia chiamato realmente a risponderne. Dopo quello che mi è accaduto sento ancora più forte il bisogno di chiedere maggiore sicurezza per Lamezia Terme e maggiore tutela per le nostre case.
Perché partire qualche giorno e poter tornare senza trovare la propria vita sconvolta non dovrebbe essere una speranza: dovrebbe essere un diritto.
Una cittadina di Lamezia Terme

