Non c’è che dire. Le riunioni del Consiglio comunale di Lamezia Terme ci “regalano” costantemente spunti di discussione e riflessione politica ma anche altro. E spesso “l’altro” (diciamolo francamente) è molto più interessante e significativo rispetto a sensazioni e comportamenti dei partecipanti alle sedute.
Prendiamo la riunione di ieri, venerdì 27 marzo. Era un appuntamento amministrativo particolarmente importante e che avrebbe dovuto portare alla discussione e all’eventuale approvazione del bilancio previsionale del Comune. La pratica, poi rimandata, non era nata sotto i migliori auspici “tecnici” e di rispetto procedurale in tema di comunicazioni e documentazione da fornire ai singoli Consiglieri comunali.
Il clima rifletteva una certa tensione. Era palpabile. I rappresentanti delle opposizioni avevano già fatto intendere che erano scese sul “piede di guerra“. Anche nella maggioranza, però, qualcosa non andava. Si percepiva un certo nervosismo. che, a dire il vero, è diventato palese fin dall’inizio della riunione. Esattamente durante lo svolgimento dell’inno nazionale.
Ora, quello che possiamo definire il cerimoniale ( Decreto del Presidente della Repubblica del 14 marzo 2025 ) prevede che i Consiglieri comunali durante l’esecuzione del “Canto degli italiani” siano in piedi, in posizione composta, in silenzio oppure partecipando col canto. La pratica della mano sul cuore è un gesto comune di rispetto per l’inno, spesso associato a un atteggiamento solenne. Sicuramente, però, non devono assumere altre posture o atteggiamenti non in linea con le disposizioni di legge. Ebbene, chi ti va ad “inciampare” nel cerimoniale, è proprio il sindaco Mario Murone: prima si guarda attorno, quasi circospetto e, poi, mentre le note dell’inno continuano a risuonare, si mette a braccia conserte. E’ evidente la gaffe istituzionale, il comportamento inopportuno.
Ora le scuole di pensiero su tale atteggiamento suggeriscono due ipotesi: La prima è che rappresentano un gesto complesso del linguaggio del corpo, spesso associato a chiusura, difesa o resistenza. La seconda ipotesi è che si voglia comunicare un alto livello di fiducia in se stessi, a volte percepita come un atteggiamento di sfida o superiorità.
Dirimere la “questione“, per noi che non abbiamo competenze specifiche non è facile. Per questo abbiamo voluto affidarci all’intelligenza artificiale, più per curiosità che per convinzione. Ecco il “verdetto“: “La comunicazione non verbale attraverso l’atteggiamento del corpo (linguaggio del corpo) trasmette emozioni e intenzioni in modo spesso inconscio, rivelando più delle parole. Include postura, gesti, espressioni facciali e contatto visivo. Una postura aperta (braccia non incrociate, busto dritto) denota sicurezza e apertura, mentre una chiusa indica difensiva o disinteresse“.




