Uno spettacolo teatrale, un momento artistico, una riflessione su memorie, comunità, identità frammentate che si riconnettono tra loro, questo e molto altro in “Io resto seduta”, produzione della compagnia teatrale lametina, Scenari Visibili aps, che andrà in scena a Nocera Terinese, all’ex Convento dei Padri Cappuccini questo venerdì 17 aprile alle ore 18:00.
Con Maria Pia Bonacci, scritto da Dario Natale con la collaborazione di Domenico D’Agostino, lo spettacolo prende le mosse proprio dalle dinamiche comunitarie di un paese, ispirato a Nocera Terinese, dai suoi riti e da come questi vengono riletti nell’ottica delle partenze e dei ritorni che la protagonista, dopo decenni di lontananza, si ritrova a vivere ricercandone un senso.
A metà degli anni Settanta, l’Odin Teatret scende in Puglia con la sua compagnia di artisti internazionali, cercando riti e danze da barattare. Il Terzo teatro, nato anche grazie alle trasformazioni sociali di cui si era fatto portavoce il movimento del ’68, a partire dall’esigenza di libertà avvertita soprattutto dai più giovani, si differenziava sia dal teatro pubblico che dalla sperimentazione formale dei gruppi d’avanguardia.
Tratti distintivi dei gruppi del terzo teatro erano l’orgogliosa indipendenza, la ricerca artistico-antropologica, il disagio politico ed etico nei confronti della società, e una particolare attenzione alle esigenze spirituali del nostro tempo attraverso il teatro.
«A distanza di sessant’anni ci siamo chiesti – spiegano dalla compagnia Scenari Visibili – quale fosse l’eredità di questo teatro, sognando una storia, in un tempo immaginato, avvenuta in Calabria. Siamo all’interno di un paese dove, durante la settimana che precede la Pasqua, si svolge da tempo un rito molto amato dai suoi abitanti; ora, la saggezza di molte culture pone il passato davanti a noi, come una bussola per orientare il cammino, ma un gruppo di teatro, venuto proprio per studiare questo rito, dovrà compiere un’azione di resistenza, insieme a tutta la comunità e insieme una donna che, dopo decenni di lontananza, è in cerca di un senso per il suo Ritorno».
Fonte Domenico Benedetto D’Agostino




