È possibile conciliare la tutela degli ecosistemi naturali con lo sviluppo economico dei territori, attraverso interventi infrastrutturali e immobiliari capaci di generare valore senza compromettere il patrimonio ambientale. Per molti anni il dibattito pubblico ha contrapposto sviluppo e tutela ambientale come due concetti incompatibili. Oggi, grazie all’evoluzione della normativa europea e nazionale, sappiamo che questa contrapposizione non è più attuale.
È stato, questo, il messaggio principale lanciato, attraverso l’intervento del giurista esperto di politiche europee Paolo Snidero, nel corso del primo evento pubblico dell’Associazione dei Costruttori dei 2 Mari che nei giorni scorsi ha riunito, al Riva Restaurant & Lounge Bar di Falerna, un nutrito parterre di rappresentanti istituzionali, territoriali e regionali, di aziende ed esperti internazionali. – L’evento, che per la prima volta ha visto presentare numeri e prospettive di un comparto regionale in crescita e che ambisce a rafforzare la propria reputazione extra regionale e internazionale, rappresentato dai soci Ranieri International, Guarascio Group, Prua al Vento, Invictus, Boat Blu Mare, Brettium Boat, Nautica Diving e Cantieri Navali Montesanto, ha fatto registrare contributi di qualità e prospettive interessanti di crescita e sviluppo eco-sostenibile per la Calabria come destinazione internazionale, anche del turismo nautico.
Sul tema Turismo nautico e fruizione sostenibile delle aree protette. Numeri e prospettive regionali di sviluppo economico, coordinati e sollecitati dal comunicatore strategico Lenin Montesanto, sono intervenuti, insieme al Presidente del sodalizio Claudio Guarascio, anche Antonio Ranieri della Ranieri International Group; Enzo Montesanto della Brettium Boat; Giuseppe Savio, co-founder di H4-Research S.r.l.; Giuseppe Sangeniti, dirigente scolastico dell’Istituto Omnicomprensivo di Pizzo insieme al docente Emilio Valente; il sindaco di Gizzeria Francesco Argento; Fortunato Amarelli, AD di Amarelli; Andrea Guarascio, amministratore delegato di Prua al Vento; Fabijan Mihovilović, direttore di Marina Kras Boat Rentals and Sales, operatore croato del turismo nautico e del charter; Giuseppe Meo, presidente dello SNIM – Salone Nautico di Puglia; Salvatore Siviglia, direttore generale del Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità Urbana della Regione Calabria; il consigliere regionale Filomena Greco, Paolo Snidero, giurista esperto di politiche comunitarie, in forza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – DIPE, esperto della Commissione Europea – CINEA nell’ambito dell’EU Green Deal InvestEU Advisory Initiative e Raffaele Greco, direttore generale dell’Ente Parchi Marini Regionali della Calabria.
Attraverso il Green Deal, la Strategia per la Biodiversità 2030 e la Politica di Coesione, l’Unione Europea – ha spiegato Snidero, in forza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – DIPE, esperto della Commissione Europea – CINEA nell’ambito dell’EU Green Deal InvestEU Advisory Initiative, rappresentante di interessi presso il Parlamento Europeo e docente di Politiche Europee all’Università Aldo Moro di Bari – ha introdotto un approccio completamente diverso: non più bloccare qualsiasi attività nelle aree sensibili, ma promuovere interventi capaci di migliorare la qualità ambientale e contemporaneamente creare opportunità economiche e occupazionali. In questo contesto si inserisce il concetto di infrastruttura leggera e sostenibile e quello che ha definito il nuovo paradigma degli interventi in aree protette. In passato – ha sottolineato – un porto, un approdo turistico, un’infrastruttura ricettiva o un’opera immobiliare venivano valutati quasi esclusivamente sotto il profilo edilizio o economico.
Oggi la prospettiva è cambiata. E la domanda che le amministrazioni, gli enti ambientali e la Commissione Europea pongono non è più quanto è grande l’opera ma quale contributo offre alla conservazione, alla gestione e alla valorizzazione sostenibile del territorio. È – ha scandito – un cambiamento culturale prima ancora che giuridico. Ed ecco perché le infrastrutture moderne devono essere sostenibili; reversibili ove possibile; monitorate; integrate nel contesto ambientale; funzionali alla gestione del territorio. In altre parole – ha concluso Snidero, rispondendo in tal senso anche alle sollecitazioni emerse tra gli imprenditori nautici rispetto all’ipotesi di uno studio di fattibilità per un’analoga infrastruttura portuale eco-sostenibile nell’area protetta dei Laghi La Vota nel comune di Gizzeria – l’opera non deve essere percepita come un elemento estraneo all’ecosistema, ma come uno strumento che contribuisce alla sua conservazione e valorizzazione.
Fonte ASSOCIAZIONE COSTRUTTORI NAUTICI DEI DUE MARI




