“L’Incendio al deposito di pneumatici nell’area ex Sir: un disastro annunciato.
Ora basta silenzio dalle istituzioni, si faccia chiarezza sui rischi ambientali e per i lavoratori impegnati nell’area industriale. Già più volte in passato abbiamo definito l’area industriale lametina come Zona Franca. Perché di una vera e propria Zona Franca si tratta a causa di ripetuti incidenti che hanno provocato gravi danni all’ambiente e numerosi anche incidenti che hanno colpito lavoratori alcuni dei quali uccisi sul lavoro.
Ora basta silenzio dalle istituzioni, si faccia chiarezza sui rischi ambientali e per i lavoratori impegnati nell’area industriale. Già più volte in passato abbiamo definito l’area industriale lametina come Zona Franca. Perché di una vera e propria Zona Franca si tratta a causa di ripetuti incidenti che hanno provocato gravi danni all’ambiente e numerosi anche incidenti che hanno colpito lavoratori alcuni dei quali uccisi sul lavoro.
Il gravissimo incendio che ieri ha incenerito un ingente quantitativo di pneumatici rappresenta l’ennesima ferita inferta a un territorio già profondamente penalizzato e saturo di criticità ambientali. Davanti alla densa colonna di fumo nero che ha appestato l’aria e ha costretto persino alla temporanea chiusura della SS 18, non possiamo e non vogliamo più tacere. Siamo di fronte a un vero e proprio disastro annunciato. La vicenda, come le tante che l’hanno preceduta ci parla di una totale assenza di prevenzione e, probabilmente, ci dice che chi deve controllare non svolge fino in fondo il suo ruolo.
Esprimiamo innanzitutto la nostra totale vicinanza ai cittadini delle aree limitrofe, che vivono ancora nell’incertezza e nel timore per la propria salute. Così come esprimiamo gratitudine ai numerosi Vigili del Fuoco che hanno lottato con forte impegno contro le fiamme. A loro esprimimiamo, inoltre, solidarietà per le condizioni di rischio ai quali sono costretti e che si potrebbero evitare con serie politiche di prevenzione.
È inaccettabile che in un’area industriale strategica ma vulnerabile continuino a ripetersi episodi di tale portata senza che vi sia un monitoraggio preventivo stringente e rigoroso sulla sicurezza degli impianti ad iniziare da quelli di stoccaggio e riciclo. Come sappiamo la combustione di materiali plastici e pneumatici rilascia sostanze altamente tossiche come diossine e idrocarburi policiclici aromatici; per questo motivo, pretendiamo che l’Arpacal pubblichi immediatamente e in totale trasparenza i dati sul monitoraggio della qualità dell’aria e dei terreni circostanti. Non si tratta di fatalità e visto che da più parti si parla della presenza sul territorio di altri depositi stipati all’inverosimile di pneumatici chiediamo che immediatamente si verifichino questi siti.
Chiediamo alla Magistratura e alle autorità competenti di fare immediata luce sulle cause del rogo e di verificare il pieno rispetto delle norme antincendio e di sicurezza all’interno dell’area industriale ma anche su altri impianti presenti sul territorio.
I cittadini lametini esigono risposte immediate soprattutto dalla Regione e chiedono di sapere quali misure concrete si intendono adottare per mettere in sicurezza l’intera zona industriale. La salute dei cittadini non può essere sacrificata sull’altare del profitto, della negligenza e della mancanza di controlli.”
I cittadini lametini esigono risposte immediate soprattutto dalla Regione e chiedono di sapere quali misure concrete si intendono adottare per mettere in sicurezza l’intera zona industriale. La salute dei cittadini non può essere sacrificata sull’altare del profitto, della negligenza e della mancanza di controlli.”
Fonte Partito della Rifondazione Comunista, Lamezia Terme




