Vi ricordate la canzone Zum Zum Zum di Sylvie Vartan? Lo so, solo qualche boomer probabilmente la canticchia ancora, soprattutto quel verso celebre: “Sarà capitato anche a voi…”
Ecco, partiamo proprio da lì. Sarà capitato anche a voi di ricevere, tra sabato e domenica, messaggi su WhatsApp da parte di candidati vari — di ogni schieramento politico — che vi invitavano al voto, esaltando la loro dedizione al cittadino e il loro impegno per il bene comune.
Nessuna distinzione tra centrodestra e centrosinistra: qualcuno ha sfruttato il canale diretto del social, ignorando il cosiddetto “silenzio elettorale”.
Ma cos’è, precisamente, il silenzio elettorale? È quella pausa obbligatoria della campagna elettorale, prevista alla vigilia delle elezioni (o di un referendum), che serve a concedere agli elettori un momento di riflessione prima del voto. La sua durata minima è generalmente di un giorno.
Mentre testate giornalistiche, televisioni e giornali devono rispettarlo rigorosamente — pena multe salate —, i candidati “discoli” che hanno inviato messaggi privati sembrano non dover rispondere di nulla.
La legge n. 212 del 4 aprile 1956 (Norme per la disciplina della propaganda elettorale) è chiara e sintetica e non lascia spazio a dubbi di sorta al netto del fatto che all’epoca non si poteva nemmeno immaginare il travolgente avvento dei social media. E proprio in virtù del cambiamento che ci ha travolti sarebbe auspicabile una iniziativa parlamentare che vada a coprire una solare mancanza di “modernità”. In questi ultimi anni, bisogna sottolinearlo, non sono mancati i tentativi di modificare la legge sul silenzio elettorale aggiungendo anche internet e i social network, ma nessuna proposta è stata approvata in Parlamento.
Evidentemente questa vacatio normativa “autorizza” candidati, liste e partiti nell’azione di “spamming” che, diciamolo senza infingimenti, disturba fino a diventare fastidiosa se, non anche, controproducente. Un maggiore rispetto dei potenziali interlocutori (vittime inconsapevoli) sarebbe gradita.
Personalmente, a chi mi ha scritto, ho risposto con cortesia ma facendo sapere di essere già impegnato; altri, invece, li ho semplicemente bloccati. Click!
Paolo Giura




