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Grandinetti: “Guardiamo la luna, non il dito. Il vero problema è il degrado della città”

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“In questi giorni, la città è stata travolta da una discussione che ha dell’incredibile. Tutto è nato da un gesto di un gruppo di cittadini, l’associazione Un Nuovo Mondo di Andrea Cavalieri, che ha deciso di entrare nel castello per diserbare un’area lasciata all’abbandono, cercando di restituire un minimo di decoro a uno dei nostri beni comuni e più importanti.

Il problema è che l’attenzione si è spostata sul presunto atto irregolare di entrare nel castello senza autorizzazione, piuttosto che sulla questione di fondo: l’incuria e l’abbandono che hanno esasperato il cittadino fino a spingerlo a questo gesto.

Vorrei chiarire che, quando sono andato a controllare di persona, il cancello di uscita era chiuso con le catene, mentre quello di entrata era aperto: non c’era alcun divieto di accesso, né alcuna ordinanza che interdicesse l’ingresso. Quindi, non c’è dubbio che, da quello che ho visto e da alcune testimonianze di concittadini che vivono il quartiere, il cancello non fosse chiuso con catene o altro. L’erba alta e l’abbandono hanno spinto a un intervento volontario, seppur simbolico, per richiamare l’attenzione e ridurre il rischio di eventuali incendi della sterpaglia gialla e secca.

Ecco perché dico di non guardare il dito, ma la luna. Stiamo perdendo di vista il problema reale, che è l’abbandono del nostro patrimonio e il disagio di una cittadinanza stanca di vedere la propria città peggiorare di anno in anno. È facile puntare il dito su chi ha compiuto un gesto fuori dalle righe, ma forse dovremmo chiederci perché si è arrivati a questo punto. Lo dico anche alle persone che oggi facilmente dicono sui social cose giuste ma  ovvie, e cioè che non si può intervenire su monumenti di cui la custodia e il mantenimento sono affidati al Comune.

Chi potrebbe dire il contrario se si vuole discutere sulle norme? Vi prego. Chiedo anche a noi tutti di guardare oltre il dito. C’è qualcuno che può dire che il Comune, da molti anni, non abbia lasciato nel degrado più assoluto gran parte del patrimonio comunale? Vedi Parco Argada, Parco Mastroianni con le sue passerelle lasciate al degrado, Piazza d’Armi, Piazza Italia, molte aree interne di Lamezia Terme Sambiase, le fontane del territorio, il Bastione di Malta, l’interno del Teatro Grandinetti, il Teatro Umberto, ecc. ecc., ne sono un esempio…

Caro sindaco Murone, il tuo silenzio non aiuta. Invece di lasciare che a parlare siano solo i dirigenti, perché non aprire un tavolo di confronto con chi, pur sbagliando – a vostro dire — le modalità, ha evidenziato un problema reale? Perché non provare a collaborare per il bene della città, regolamentando, correggendo e valorizzando le energie positive anziché reprimerle?

Addirittura affidandosi alla magistratura? E se ad affidarsi alla magistratura fossero i cittadini, denunciando l’abbandono e il degrado del patrimonio pubblico da parte del Comune?

In fondo, la vera illegalità non è forse lasciare che il nostro patrimonio comune cada in rovina? Guardiamo la luna, vi prego, non fermiamoci al dito che la indica.”

Fonte Francesco Grandinetti già presidente del Consiglio di Lamezia

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