“Sono iscritto al Partito Democratico e ne sono stato anche presidente a Lamezia Terme. Proprio per questo sento il dovere di dirlo con chiarezza: prima viene la mia città e la difesa del suo ospedale, poi le dinamiche, pur legittime, della politica di partito.
Ho letto che il consigliere regionale Alecci indignandosi ha presentato una interrogazione al presidente Occhiuto circa il trasferimento di 10 posti letto di riabilitazione dall’ospedale di Soverato all’ospedale di Lamezia Terme.
Il consigliere regionale Ernesto Alecci non sbaglia quando contesta la cancellazione dei posti letto a Soverato. È giusto che il basso Ionio difenda il proprio presidio ospedaliero e si opponga a nuovi tagli.
Il problema nasce quando la soluzione proposta diventa il semplice ritorno allo status quo ante. Perché riportare tutto com’era, senza chiedersi cosa questo comporti per Lamezia Terme, significa ignorare una realtà evidente: da anni il nostro ospedale viene progressivamente depotenziato.
Alecci dovrebbe chiedere al presidente Occhiuto non solo di non smembrare l’ospedale di Soverato per rafforzare Lamezia, ma anche di smettere di smembrare Lamezia per rafforzare altri presìdi. La sanità calabrese non può continuare a funzionare come un sistema di vasi comunicanti, dove un ospedale cresce solo se un altro viene svuotato.
Soverato ha diritto di difendere il proprio ospedale. Ma anche Lamezia ha lo stesso diritto. E negli ultimi anni è stata proprio Lamezia a pagare il prezzo più alto.
Troppo spesso il depotenziamento del nostro ospedale è avvenuto nel silenzio generale o tra proteste episodiche e spesso solo di maniera. Se non alziamo la voce ora, continuerà ad accadere ancora, in nome di equilibri politici e territoriali che nulla hanno a che vedere con il diritto alla salute dei cittadini.
Per questo mi rivolgo ai dirigenti e ai consiglieri comunali lametini del PD, soprattutto a quelli notoriamente vicini ad Alecci: è il momento di andare oltre amicizie e appartenenze correntizie. La difesa dell’ospedale di Lamezia viene prima di qualsiasi fedeltà politica.
Ma il tema riguarda anche il centrodestra cittadino. I consiglieri comunali non possono limitarsi ad accompagnare passivamente le scelte della Regione. Devono chiedere con forza al presidente Occhiuto atti concreti per ristabilire gli equilibri sanitari che Lamezia ha perso negli anni.
La sanità non può diventare terreno di competizione tra territori. La linea dovrebbe essere una sola: nessun ospedale deve essere salvato sacrificandone un altro.
Lamezia e Soverato devono essere entrambe difese. Ma proprio la storia recente impone che su Lamezia ci sia oggi un’attenzione particolare, perché qui i tagli si sono accumulati nel tempo.
Limitarsi a chiedere il ritorno alla situazione precedente significa lasciare Lamezia nel ruolo che le è stato assegnato troppo spesso: quello del vaso di coccio tra vasi di ferro.
Infine rivolgo una domanda alla gentile presidente del Consiglio comunale Maria Grandinetti: perché non ho avuto ancora risposta sul Consiglio comunale aperto sulla sanità che ho formalmente richiesto? Una risposta sarebbe doverosa, se non altro per rispetto istituzionale verso chi prima di lei ha ricoperto lo stesso ruolo e ha combattuto molte battaglie per difendere l’ospedale di Lamezia.“
Francesco Grandinetti già presidente PD Lamezia Terme




