In una traversa o, per essere più precisi, in una strada interpoderale che collega via del Progresso con via Salvatore Raffaele, grazie alla segnalazione di un nostro lettore abbiamo scoperto l’ennesima discarica abusiva.
La strada corre parallela all’azienda Statti, praticamente ai piedi di un grande traliccio dell’alta tensione. Un posto appartato, perfetto. Soprattutto per chi ha qualcosa da nascondere.
Qui si può transitare a qualsiasi ora, anche con mezzi di una certa stazza. Furgoni compresi. Basta arrivare, scaricare e ripartire. Nessun biglietto da pagare, nessuna ricevuta. Solo rifiuti lasciati a marcire.
E ce n’è per tutti i gusti: materiale di risulta, grandi bustoni pieni di ogni genere di schifezza, tessuti, abbigliamento, cavi e vecchi componenti di impianti elettrici.
Insomma, una discarica abusiva a cielo aperto. Con un dettaglio non trascurabile: qualcuno quei rifiuti ce li porta. Non arrivano certo da soli.
La tecnologia, volendo, potrebbe dare una mano. Basterebbe installare nella zona delle fototrappole. Strumenti semplici per individuare chi considera il territorio una pattumiera privata e, magari, dare un volto agli sciacalli ambientali.
Ma forse, da queste parti, chiedere delle fototrappole equivale a chiedere di organizzare una missione sulla Luna.
Nel frattempo, però, sulla Terra continuiamo a respirare quello che altri decidono di scaricare.





