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Gianturco: «Sul progetto “La mia estate” parlano gli atti»

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«Di fronte alle dichiarazioni dell’associazione Oltre l’Autismo apparse sulla stampa è necessario ristabilire la verità dei fatti e ricostruire, con date e atti alla mano, il percorso amministrativo seguito dall’Ambito Territoriale Sociale di Lamezia Terme per l’intervento “La mia estate”. Un percorso che smentisce qualsiasi ipotesi di inerzia o immobilismo del Comune». A dichiararlo è l’Assessore al Welfare Mimmo Gianturco, intervenendo sulla polemica relativa ai presunti ritardi nell’attuazione della misura.

 

 

 

«La Regione Calabria – spiega Mimmo Gianturco- ha approvato la misura con la D.G.R. n. 371 del 30 giugno 2026. Il procedimento è stato affidato al RUP e il 14 luglio erano già pronte le bozze dei due avvisi. Il 16 luglio è stato approvato quello per gli enti del Terzo settore e il 20 luglio quello rivolto ai beneficiari. Sono state presentate 54 domande da parte dei beneficiari e 10 da parte degli enti erogatori. Il Settore Servizi alla Persona ha avviato le verifiche, rilevando carenze documentali che hanno reso necessario il soccorso istruttorio, avviato il 5 agosto».

 

 

 

«Tra gli enti interessati dal soccorso istruttorio – sottolinea Gianturco – c’è proprio Oltre l’Autismo, candidata non solo come associazione rappresentativa delle famiglie, ma anche come soggetto erogatore del servizio e, quindi, beneficiario di soldi pubblici. Una scelta legittima, che comportava però specifici obblighi documentali e la partecipazione alle verifiche previste dall’avviso e dalla normativa. In questa veste, l’associazione aveva quindi un interesse diretto alla definizione della procedura e alla successiva sottoscrizione della convenzione. Ed è proprio questo aspetto che merita di essere evidenziato. Chi sceglie di partecipare alla procedura anche come soggetto erogatore non è soltanto portatore di un interesse rispetto alla misura, ma assume anche precisi oneri di collaborazione nella fase istruttoria. Il soccorso istruttorio, infatti, non costituisce un ostacolo posto dall’Amministrazione, ma lo strumento attraverso il quale il partecipante può integrare la documentazione necessaria e consentire la corretta definizione del procedimento ed evitare l’esclusione dall’avviso».

 

 

 

«All’esito del soccorso istruttorio – prosegue Gianturco – l’associazione è stata inserita nell’elenco degli enti erogatori approvato il 14 agosto, con ammissione con riserva. Era quindi necessario completare la documentazione e gli accertamenti per procedere allo scioglimento della riserva e alla sottoscrizione della convenzione. È quindi quantomeno singolare che un soggetto che ha scelto di partecipare alla procedura anche come ente erogatore, e che proprio in tale veste è chiamato a fornire documentazione e a collaborare alla fase istruttoria, possa poi rappresentare pubblicamente l’Amministrazione come responsabile dei tempi della procedura. La partecipazione comporta diritti, ma anche obblighi e responsabilità documentali. Non si possono rivendicare i primi e ignorare i secondi. Il Comune non avrebbe potuto ignorare le carenze documentali e procedere comunque alla stipula. L’Amministrazione deve garantire rapidità, ma anche legalità, correttezza e trasparenza».

 

 

 

«Ma c’è di più – fa notare Gianturco – mentre il Comune chiedeva all’Associazione Oltre l’Autismo la documentazione necessaria attestante i requisiti al fine di poter erogare il servizio secondo le disposizioni normative previste dal bando e sciogliere la riserva per procedere con la convenzione, l’associazione successivamente comunicava pubblicamente l’annullamento delle proprie attività per i presunti ritardi dell’Amministrazione. Difficile non rilevare la contraddizione e la strana casualità: nello stesso momento in cui si lavorava per completare la procedura, anziché presentare la documentazione necessaria, all’esterno si costruiva una narrazione che ne attribuiva la responsabilità proprio al Comune. Questa non è una semplice critica all’Amministrazione: è una lettura strumentale di una vicenda che gli atti consentono di ricostruire con estrema chiarezza».

 

 

 

«Attualmente – chiarisce Gianturco – il procedimento è nella fase dei controlli sulle dichiarazioni sostitutive rese dagli enti, ai sensi dell’articolo 71 del D.P.R. n. 445/2000. È stato predisposto lo schema di convenzione e sono state avviate le attività necessarie per acquisire la documentazione ancora occorrente, completare i controlli e procedere allo scioglimento delle eventuali riserve, così da consentire la successiva sottoscrizione delle convenzioni. Gli atti descrivono una sequenza precisa: approvazione regionale, predisposizione e pubblicazione degli avvisi, acquisizione delle istanze, istruttoria, soccorso istruttorio, approvazione dell’elenco e controlli successivi. Non si può quindi parlare di inerzia dell’Amministrazione. La D.G.R. n. 371/2026 prevede inoltre la possibilità di prorogare l’intervento fino al 31 dicembre 2026. Per questo non si può parlare di una misura “saltata”: il procedimento è ancora in corso e l’Amministrazione sta lavorando per completarlo nel più breve tempo possibile e consentire l’avvio delle attività nel più breve tempo possibile, nell’interesse delle famiglie beneficiarie».

 

 

 

«Le famiglie hanno diritto a risposte rapide e certe – afferma Gianturco – Il Comune continuerà a lavorare per concludere il procedimento nel più breve tempo possibile e garantire la piena attuazione dell’intervento, senza però rinunciare ai controlli previsti dalla legge. Ringrazio il Dirigente, il RUP e il Settore Servizi alla Persona per il lavoro svolto. Le critiche sono legittime, ma le responsabilità devono essere valutate alla luce degli atti. In questa vicenda devono parlare soprattutto i documenti amministrativi».

 

 

 

«C’è, infine, un ulteriore elemento che non può essere ignorato. Il presidente dell’associazione Oltre l’Autismo si è candidato alle recenti elezioni amministrative in contrapposizione all’attuale Amministrazione comunale. Quando lo stesso soggetto interviene sistematicamente nel dibattito pubblico attraverso l’associazione che presiede, con prese di posizione critiche nei confronti dell’Amministrazione, è legittimo chiedersi dove finisca il ruolo associativo e dove inizi quello politico. La libertà di fare politica è sacrosanta e la critica è legittima ma la politica si fa nelle sedi politiche, con i partiti politici e con le liste in consiglio comunale se eletti.  Proprio per questo è importante mantenere distinti i ruoli. Le famiglie e i loro bisogni non possono diventare lo strumento di una contrapposizione politica, né una vicenda amministrativa complessa può essere utilizzata per costruire una rappresentazione dei fatti che non trova riscontro negli atti, altrimenti il vero rischio è che si finisca per politicizzare un’associazione e coinvolgere, loro malgrado, tutte le famiglie che ne fanno parte».

 

 

«Noi – conclude l’Assessore – continueremo a fare quello che abbiamo fatto fin dall’inizio: lavorare sugli atti, rispettare le regole e portare a conclusione la procedura. Meno strumentalizzazioni, più lavoro concreto per le famiglie».

 

 

Mimmo Gianturco – Assessore al Welfare, amministrazione comunale di Lamezia Terme

 

 

 

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