“Nel mentre la crisi politica che investe la maggioranza di centrodestra al Comune di Lamezia è sotto gli occhi di tutti, il Sindaco Murone, invece di affrontare i problemi e dare risposte alla città, si esercita in dotte quanto fuorvianti lezioni di diritto amministrativo.
Non ha ancora capito, a distanza di quasi 10 mesi dal suo insediamento, che non è stato eletto per impartire lezioni ma per avviare a soluzione i problemi della città. Deve essere chiaro che l’approvazione del Bilancio di previsione è saltata non perché i consiglieri di opposizione non hanno partecipato alla seduta, ma per il pressappochismo e l’arroganza di una maggioranza totalmente allo sbando, incapace persino di garantire il rispetto delle più elementari prerogative dei consiglieri comunali.
Un Sindaco che ha appena revocato (e sostituito) un assessore, con una Giunta che presenta ancora due postazioni vuote e un assessore con deleghe dimezzate, dovrebbe essere più cauto prima di addossare ad altri le proprie palesi inadempienze politiche e amministrative.
Sembra che il Sindaco non abbia chiaro, o finga di non avere, quali siano le contestazioni dell’opposizione di centro sinistra. La nostra critica non verte, come egli erroneamente sostiene, sulla presunta necessità di depositare la relazione dei revisori unitamente allo schema di bilancio. Sappiamo che la normativa è cambiata.
La questione, ben più grave, attiene alla palese violazione del diritto dei consiglieri di esercitare compiutamente e con cognizione di causa il proprio mandato. Noi contestiamo il fatto che, prima della convocazione del Consiglio e comunque entro i termini per la presentazione di eventuali emendamenti, avremmo dovuto avere a disposizione il parere dell’Organo di Revisione. Tale parere non è un mero orpello formale, ma un documento fondamentale che guida l’analisi e le valutazioni dei rappresentanti dei cittadini.
La normativa di settore, e in particolare il Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000), è costruita per garantire un processo decisionale trasparente e informato. Il parere dei revisori è un presupposto sostanziale per l’esercizio delle funzioni del Consiglio. Come si può pretendere che un consigliere formuli emendamenti ponderati “anche sulla base delle indicazioni presenti nella relazione che riporta il parere dell’organo di revisione sul bilancio”, se tale relazione viene resa disponibile solo dopo la scadenza dei termini per gli emendamenti stessi, o addirittura, come avvenuto, dopo l’orario di convocazione della seduta consiliare?
Il richiamo del Sindaco alla gerarchia delle fonti è un diversivo che non coglie nel segno. Anche qualora una norma di legge non preveda un termine perentorio per il deposito del parere, il sistema normativo nel suo complesso impone che l’azione amministrativa sia improntata a principi di correttezza, trasparenza e leale collaborazione istituzionale. Privare i consiglieri di un documento essenziale fino all’ultimo istante significa svuotare di significato il loro ruolo e comprimere indebitamente le loro prerogative. La giurisprudenza amministrativa è costante nel sanzionare le violazioni procedurali che ledono il munus dei consiglieri, e la mancata o tardiva messa a disposizione di atti fondamentali rientra a pieno titolo in questa casistica.
Sta di fatto che la pratica relativa al Bilancio e quella relativa al DUP sono state ritirate da un Consiglio che, evidentemente, ha trovato il tempo e il modo di invertire l’ordine del giorno per approvare altri atti, forse più utili a riempire la cronaca giornalistica di comunicati di soddisfazione che a risolvere i problemi reali della comunità.
È nel DNA del centro sinistra pretendere il rispetto delle regole. Su questo non indietreggeremo, come non indietreggeremo sulla richiesta che i bisogni veri della città vengano finalmente affrontati. A questo si aggiunge la preoccupazione per le nuove criticità segnalate dalla Corte dei Conti, sulle quali l’amministrazione ha mantenuto un silenzio assordante e i cui riflessi sul Rendiconto 2025 e sul bilancio attuale sono tutti da chiarire.
Al Sindaco Murone va ricordato che sono passati quasi dieci mesi dall’insediamento della nuova amministrazione ed è tempo che la Giunta dia un segnale di esistenza in vita. Non si possono solo rincorrere le scadenze, violando le regole e tentando poi di scaricare le colpe sull’opposizione. La città merita rispetto, serietà e, soprattutto, un governo che governi.”
fonte Gennarino Masi consigliere comunale PD componente commissione consiliare Bilancio




