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Furti nelle Chiese: Lamezia terra di conquista per i ladri, ecco i precedenti

(Immagine di repertorio)

Il furto sacrilego perpetrato, nei giorni scorsi, in Cattedrale  ha colpito fedeli ed opinione pubblica. Per il gesto in sè e per relativa facilità con la quale i malviventi hanno portato a termine il colpo. Le indagini immediatamente avviate si spera possano consentire di arrivare in tempi rapidi all’identificazione dei ladri e al recupero della corona d’argento.

Le Chiese, per la loro funzione di luogo di culto religioso, non possono essere chiuse o blindate rappresentando anche la vita sociale di una comunità, e, non a caso, diventano facile bersaglio sia per i disperati che hanno bisogno immediato di soddisfare le loro dipendenze che, in casi più rari, per vere e proprie bande organizzate che pianificano i colpi o su commissione o per immettere il provento dei furti nel circuito clandestino delle opere d’arte.

Certo è che quello alla Cattedrale non è stato un colpo isolato se pur, ben pianificato. Altri furti si sono verificati negli anni passati in città. Quello più recente risale al gennaio del 2024 quando, nella notte, i malviventi si introdussero nella Chiesa della Beata Vergne Maria nel quartiere di Bella.

In precedenza nel settembre 2023 nella Chiesa di Santa Chiara, in via Felice Scalzo si verificò il furto delle reliquie (ceneri) del patrono d’Italia San Francesco d’Assisi, di valore inestimabile, custodite in una teca esposta all’adorazione dei fedeli. E proprio la teca era, probabilmente, il vero oggetto del furto. In quel caso, a distanza di sue soli giorni dall’effrazione, l’autore venne arrestato e le reliquie restituite.

Andando più in là nel tempo, oggetto delle attenzioni dei malviventi, è stata ancora una volta la Chiesa della Beata Vergne Maria di Bella. A settembre del 2012, infatti, furono rubati un quadretto in oro e gli orecchini che adornavano la statua della Madonna.

Solo il mese prima, siamo ad agosto 2012, i ladri colpirono nella nella seconda navata della parrocchia della Chiesa di Santa Maria degli Angeli, presso il Santuario di Sant’Antonio, riuscendo a strappare la catenina che ornava il collo della statua del Santo protettore di Lamezia.

Rispetto a questo tipo di furti sacrileghi, poco o niente viene reso noto circa le “intrusioni” nei luoghi di culto cittadini di satanisti che puntano, quasi sempre, a portare via la pisside (l’oggetto liturgico, simile ad un calice con un coperchio che è usato per conservare le ostie consacrate dopo la celebrazione eucaristica) e le stesse ostie. Il tutto, infatti, viene utilizzato per rituali satanici e messe nere.

Il riserbo su questi fatti è comprensibile e viene mantenuto per non destare allarme tra la popolazione ma è attentamente vigilato sia dalle competenti autorità ecclesiastiche che delle forze dell’ordine.

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