Le illazioni a volte ironia e comunque la sensazione che dopo l’uscita di Vannacci dalla Lega qualcosa potesse cambiare negli equilibri interni al partito anche a livello locale lo si era ipotizzato o anche immaginato.
“In questi giorni si sono rincorse illazioni giornalistiche su una mia presunta fuoriuscita dalla Lega – scrive su un post nella sua pagina facebook l’onorevole Domenico Furgiuele – È doveroso, una volta per tutte, fare chiarezza. Sono entrato nella Lega dodici anni fa, quando nel Mezzogiorno non c’era nulla.”
Poi continua con una disamina di numeri, voti, successo del partito in Calabria e Lamezia, ritenendosi “tra i padri fondatori della Lega in Calabria” confermando la passione di sempre.
“Sono entrato in questo partito da militante – scrive chiudendo il post – sono diventato parlamentare, ma resto un militante nello spirito e nell’azione, uno che serve il partito, anche quando non tutto è semplice, anche quando non tutto è immediatamente comprensibile. Perché prima di tutto viene il partito. Sono Furgiuele! un uomo di parte. E continuerò ad esserlo.”
In questo modo ha voluto dare una impronta decisa al suo essere leghista fino in fondo.
D’ altronde per uno che “smontava e montava i gazebo” dai primi albori del partito (come scrivono in un commento sotto il suo post), è una mossa che anticipa un qualcosa che vedremo nelle prossime settimane all’interno del suo movimento. Anche perchè chiarimenti ulteriori dovranno arrivare: come la scelta di candidare Bevilacqua, il disappunto di Pietro Raso o gli equilibri cambiati in consiglio comunale.
C’è un fermento strano, tutto da chiarire.




