Emanuele Ionà, imprenditore lametino, è uno dei neoeletti al Consiglio Regionale della Calabria. Una candidatura nata quasi per caso, ma che ha saputo intercettare il bisogno di rappresentanza politica di un’intera area centrale della regione. Lo abbiamo intervistato all’indomani dell’elezione, per ripercorrere i momenti salienti della campagna elettorale e per capire quale sarà il suo approccio da consigliere regionale.
Com’è stata la tua campagna elettorale?
«Bellissima. Mi sono divertito, mi sono emozionato. È stata breve, ma molto intensa. Per me e per il mio gruppo era la prima candidatura, quindi ho dovuto raccontare qualcosa di diverso. Non essendo un amministratore uscente, ho dovuto puntare tutto sulla mia persona, sulla mia curiosità, sulla mia azienda e soprattutto sui miei amici. E fortunatamente è arrivato un grande risultato.»
Questa candidatura è stata frutto di una tua decisione personale o c’è stato qualcuno che ti ha spinto a scendere in campo?
«È nata in maniera molto semplice, non era né programmata né prevista. L’estate scorsa, quando si è cominciato a parlare di candidature, il presidente Occhiuto ha spiazzato un po’ tutti con la rapidità delle scelte. Mi sono accorto che un’area centrale e strategica come quella di Lamezia Terme rischiava di non avere un proprio rappresentante nel nostro partito e, più in generale, nell’area moderata del centrodestra. Ho quindi condiviso l’idea con il gruppo consiliare di Lamezia ed anche con Francesco Cannizzaro. Ho dato la mia disponibilità e da lì è cominciato tutto.»
Quanto può incidere un consigliere regionale per il territorio di Lamezia Terme?
«Moltissimo. Il parlamentare nazionale fa leggi per tutto il Paese, ma un consigliere regionale può incidere direttamente sulle scelte della Regione e sulle ricadute concrete nei territori. Il motivo per cui mi sono candidato è proprio questo: voglio incidere concretamente. Come ho detto in tutti i comizi, sono un imprenditore che ama la politica, ma resto un imprenditore. Se entro cinque anni non avrò portato un cambiamento importante a Lamezia, chiederò scusa e tornerò a fare l’imprenditore. Ma siccome sono testardo e tenace, sono convinto che con l’aiuto di tutti ce la faremo. Ora sono il consigliere regionale di tutti, non solo di una parte politica: chi ha idee, proposte o progetti da sottopormi troverà sempre la mia segreteria aperta.»
Hai battuto candidati molto forti sul territorio. Qual è stato, secondo te, il tuo valore aggiunto?
«Una città che mi ha spinto letteralmente in Consiglio Regionale. A Lamezia ho preso 3.760 voti a Lamezia: un risultato storico. Sono stato eletto grazie a Lamezia. Quando ho capito che su di me stavano convergendo figure diverse del centrodestra, ma anche imprenditori, commercianti, agricoltori, ho capito che Lamezia sarebbe stata decisiva per la mia elezione.»
«Credo che ogni categoria possa portare il proprio contributo alla politica: l’imprenditore, il medico, l’ingegnere, il giornalista… non bisogna etichettare. Ci sono persone della società civile che vogliono mettersi in gioco. Io sono un imprenditore, ma amo profondamente la mia città. Voglio dare tutto, con il coraggio e la determinazione che metto anche nella mia vita professionale. I rischi fanno parte del percorso.»
La telefonata più bella ricevuta dopo l’elezione?
«Quella di un caro amico di Bologna. Mi commuovo ancora.»




